Sicurezza
Clochard senza vita all'ex Coseca
Federico Lazzotti
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IL PASSAGGIO Allinterno del cortile dal quale si accede alledificio dovè stato ritrovato il cadavere Il decesso risale a due giorni fa, l'allarme con una telefonata anonima
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GROSSETO. Un buco nel muro coperto da un pancale di legno, dietro un rifugio di una decina di metri quadrati che da qualche tempo era diventato la sua casa: materassi e coperte per terra, saponi per pulire appoggiati a una parete e quattro indumenti piegati vicino al letto. Il corpo avvolto in un sacco a pelo, indosso un paio di pantaloni corti e una maglietta. È stata una telefonata anonima al 112, intorno alle tredici di ieri, ad avvertire i carabinieri. «C'è un cadavere all'interno dell'ex falegnameria del Comune, al numero 52 di via De' Barberi», ha ripetuto un uomo con accento straniero a cui i militari sperano di risalire al più presto. L'edificio abbandonato e recintato, fino a qualche anno fa è stato anche la sede del Coseca. «Da quando se ne sono andati loro, tutta la struttura - spiegano dall'altra parte della strada, al Centro anziani - è stata completamente dimenticata e di volta in volta viene occupata da chi non ha una casa. In un anno abbiamo fatto una decina di segnalazioni, ma fino a questa mattina nessuno ci aveva mai dato ascolto». Gli inquirenti hanno lavorato tutto il giorno per dare un nome al cadavere, che non aveva documenti con sé. L'unica certezza, per il momento, è che si tratterebbe di una morte naturale, probabilmente dovuta «a qualche malattia». Il pubblico ministero Alessandro Leopizzi che coordina le indagini ha disposto l'ispezione cadaverica che dovrebbe essere compiuta questa mattina dal medico legale dopo che il corpo è stato trasferito dalla San Lorenzo servizi all'obitorio. «La persona era di una magrezza evidente ma sul corpo - aggiungono gli inquirenti - non sono stati trovati segni di violenza. La morte? Potrebbe risalire alla notte di sabato. In ogni caso in un periodo di tempo compreso tra 24 e 48 ore». Non è servito l'esame delle impronte digitali, disposta per togliere gli ultimi dubbi sull'identità dell'uomo. Si tratta infatti di un senzatetto polacco di 33 anni, Robert Jankowsky, che dal mese di luglio si muoveva per la città e che sarebbe stato fermato e identificato più volte da carabinieri e polizia. Molto probabilmente - pensano anche gli investigatori - chi ha dato l'allarme è un amico della persona trovata morta. E dunque per ricostruire le ultime ore di vita dell'uomo sarebbe importante poterlo ascoltare. È possibile per questo, che l'amico non vedendolo da qualche giorno, ieri mattina, sapendo dove dormiva, sia andato a vedere che cosa fosse successo. Sicuramente è stato lui a vedere per primo il cadavere per poi uscire e precipitarsi alla prima cabina telefonica, tra via Dei Barberi e piazza De' Maria, per avvisare i carabinieri. Quando militari, vigili urbani e pompieri hanno imboccato il vialetto che porta all'edificio hanno dovuto superare montagne di spazzatura prima di intravedere la porta murata vicino alla quale c'era un pancale in legno. Dietro l'ingresso del rifugio, l'ultima casa di una senzatetto.
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