Italia
Calci e pugni contro i carabinieri
Sei mesi ai due operai ucraini arrestati a Capalbio
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CAPALBIO. Hanno patteggiato 6 mesi ciascuno e sono tornati liberi i due ucraini arrestati dopo aver preso a calci e pugni i carabinieri che stavano chiedendo loro i documenti lungo via Pascoli, a Capalbio, la sera di venerdì. «Avevamo bevuto - hanno detto al giudice - non ci ricordiamo niente». Yuriy Fedak, 30 anni, abitante a Roma, (che si è anche visto sospendere la patente per 6 mesi dopo essersi rifiutato di sottoporsi all'etilometro) e Ivan Andrysiak, 26 anni, senza fissa dimora, entrambi operai, erano stati trovati a bordo di una Audi A6 che poco prima, secondo le testimonianze, aveva urtato nelle strade vicine una Range Rover, una Bmw 118 e una Renault 4, tutte in sosta. Resistenza nei confronti del maresciallo e del carabiniere con lesioni (7 giorni di prognosi ciascuno), più per Fedak il rifiuto dell'alcoltest e per Andrysiak la mancanza di documenti al seguito e l'assenza di permesso di soggiorno sono state le accuse per le quali il giudice Compagnucci ha proceduto alla convalida e al giudizio. L'episodio era avvenuto venerdì intorno alle 22: il maresciallo si era affacciato da una finestra della caserma in via Leopardi e aveva visto in strada l'auto con le quattro frecce. Insospettitosi era sceso con un carabiniere per controllare e, grazie anche alle indicazioni di alcuni passanti, aveva rintracciato la A6 di traverso lungo via Pascoli. Fedak era alla guida, Andrysiak era invece steso sul sedile posteriore. Nel tentativo di allontanarsi, l'Audi aveva urtato con la parte posteriore contro il muro della palestra. Poi gli episodi di resistenza che avevano portato all'arresto di entrambi.
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