Sicurezza
"Mobilino" tira giù la saracinesca
Clelia Pettini
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I GESTORI. Da oltre 30 anni la famiglia Grechi gestisce larea di servizio tra i clienti Alberto Sordi Lino Banfi e Gheddafi Junior che si fermò per scambiare 500 euro e fare rifornimento alla sua Ferrari La Q8 non ha rinnovato il contratto, presto un nuovo locale a Gorarella
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GROSSETO. Un altro pezzo di storia grossetana che se ne va. Da domenica il distributore Q8 in via Aurelia Nord e la sua famosa paninoteca, conosciuta da tutti come il "Mobilino" o "Da Meri", chiuderanno i battenti. Un evento triste, per molti giovani e meno giovani grossetani, che per anni hanno fatto del locale un vero e proprio centro di ritrovo e aggregazione, e che da giorni su facebook stanno raccontando storie e aneddoti legati al luogo, ma soprattutto un cambiamento radicale e difficile per la vita di quattro famiglie. Quelle che da oltre 30 anni gestiscono l'area per conto della Mobil prima e della Q8 poi. «Il nostro contratto era in scandenza alla fine di ottobre - spiega Enrico Grechi, uno dei titolari - e purtroppo non ci è stato rinnovato». Per questo, sabato sarà l'ultima giornata di attività dell'area di servizio. «Sapevamo che la compagnia petrolifera, proprietaria dell'area e del terreno, avrebbe dovuto effettuare dei lavori per adeguare la struttura e gli impianti - continua - avevamo messo in conto di dover stare chiusi per un lungo periodo, ma pensavamo che ci venisse offerto di riaprire una volta ultimate le operazioni». Una proposta che non è arrivata e che ha costretto i quattro soci a cercarsi un nuovo impiego. «Due di noi andranno a fare le guardie notturne - dice Meri Perrucci, gestore del punto di ristoro e una vera e propria istituzione grossetana nel campo del fast food - io, invece, aprirò una rosticceria - paninoteca insieme a mia figlia Coralba e al suo compagno Marco». Un locale nel centro commerciale di Gorarella, in via Papa Giovanni XXIII, che dovrebbe essere inaugurato a metà novembre e, non a caso, si chiamerà il "Mobilino 2". La storia dell'area di servizio è, infatti, curiosa: aperta nel 1954 dal padre di Enrico, Emilio Grechi come distributore Mobil, è passata negli anni'80 alla Q8, ma nel lessico e nella memoria dei grossetani, è sempre rimasta il "Mobilino". Un esercizio commerciale che negli anni ha saputo reinventarsi e cambiare: «Quando l'Aurelia passava ancora da qui - spiega Enrico - questo era l'unico distributore per chi, venendo da Roma, attraversava il capoluogo maremmano» funzionando quindi come una vera e propria area di servizio per una mole di traffico importante. Nel'77, inoltre, è stato uno dei primi impianti, in Italia, dove è stato istallato il self service. «Con la costruzione della variante - prosegue - è diventato un distributore a servizio della città e abbiamo dovuto reinventarci». Da qui l'idea di creare la paninoteca, famosa per i suoi hot dog e hamburger, prodotti con pane e carne freschi e conditi con salse artigianali, e per specialità come il "sombrero" un panino a base di prosciutto crudo, pomodoro, maionese, funghi e sottiletta. Amata da tanti, anche perché aperta tutta la notte: un posto ideale dove andare a rifocillarsi dopo una serata al cinema o in discoteca, o dopo la fatica di un match a calcetto. Al "Mobilino" sono passati in tanti, anche celebrità: da Alberto Sordi a Lino Banfi, da Carlo Ancelotti a Nanni Moretti e ancora Alex Zanardi, Jerry Calà e Carmen Russo. C'è anche chi ricorda quando Gheddafi Junior, allora giocatore del Perugia, si fermò al self service per fare rifornimento alla sua Ferrari, cercando di cambiare in tagli più piccoli un pezzo da 500 euro. Adesso che il "Mobilino" chiude una schiera di affezionati si è mobilitata, su facebook e non solo, riproponendosi di trovarsi tutti da Meri sabato sera. Per salutare in maniera festosa un'era che finisce, lanciarsi in ricordi su "come eravamo" e dire grazie a chi ha speso tutta una vita a servizio degli altri, diventando un vero e proprio punto di riferimento per generazioni e generazioni di grossetani.
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