Proteste
Due guardie venatorie assolte in appello
Il Wwf passa al contrattacco: sarà parte civile contro un cacciatore
1 MINUTI DI LETTURA
SCARLINO. Per la seconda volta negli ultimi anni, la Corte d'appello ha ribalatato una sentenza di primo grado nei confronti di due guardie venatorie del Wwf. Achille Montemaggi e Raimondo Silveri, erano stati condanati a nove mesi. Sarà invece il cacciatore pratese Vittorio Rosati, un testimone e il presidente di un'associazione di cacciatori della città laniera a dover rispondere dell'accusa di falso e calunnia e risarcire le due guardie. Tutto era cominciato durante un controllo ad un appostamento fisso, nel 2003, quando il cacciatore disse alle due guardie: «Io vi rovino», vantando conoscenze in Regione e alla polizia provinciale. La procura contestava a Montemaggi e a Silveri di aver omesso di denunciare subito questo reato. Ed erano stati condannati a nove mesi di reclusione (pena sospesa) e 7.500 euro di multa. Ora la Corte d'appello ha ribaltato la sentenza, perché il fatto non costituisce reato. Il controllo venatorio ambientale era legittimo e la denuncia consegnata alla polizia Provinciale entro i termini di legge, quindi nessun atto falso prodotto dai due pubblici ufficiali. Anche il Wwf di Grosseto si costituirà parte civile, e chiederà un'inchiesta al corpo di polizia provinciale, perché, secondo il Wwf, l'allora comandante omise di inviare gli atti alla procura entro i termini previsti dalla legge, mettendo ingiustamente nei guai le due guardie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google