Il Tirreno

Grosseto

Bramerini: «Presto il riordino dei Consorzi di bonifica ma certo non spariranno»

Elisabetta Giorgi
<b>BARBARUTA.</b> Il taglio del nastro del nuovo capannone del Consorzio
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BARBARUTA. Il taglio del nastro del nuovo capannone del Consorzio

L'assessore regionale al taglio del nastro tranquillizza tutti «Sto lavorando a un testo unico sulla difesa del suolo»

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 GROSSETO. Nessuna soppressione in vista per i Consorzi bonifica, semmai un riordino complessivo e un accorpamento di funzioni che la Regione confezionerà, entro il 2011, all'interno di un testo unico in materia di difesa del suolo. Questa sorta di legge "salva-consorzi" riguarderà anche i due consorzi di bonifica maremmani (Grosseto e Osa Albegna), per i quali si annuncia una vera e propria rivoluzione di funzioni, «una riforma di cui non bisogna aver paura perché non lasceremo a piedi nessuno». A spiegarlo venerdì a Barbaruta nel corso dell'inaugurazione di una nuova struttura del Consorzio bonifica grossetano è stata l'assessore regionale Anna Rita Bramerini, che si è inserita con un messaggio "rassicurante" nel dibattito in corso da mesi sul futuro degli enti.  Assessore, qual è il futuro dei consorzi toscani e come si sta muovendo la Regione?  «Se ci riesco, entro la fine del 2011 vorrei riuscire a portare in consiglio regionale il testo unico in materia di difesa suolo, riguardante un riordino e una semplificazione della disciplina di questa materia importante e delicata. Il tutto cercando di rideterminare le competenze tra i diversi livelli istituzionali in materia di bonifica, chiarire i punti nevralgici e le criticità e prevedere il raggruppamento dei consorzi, perché andremo a una loro riduzione. Dobbiamo chiaramente tener conto della diversità dei bacini idrografici della nostra regione e considerare che i consorzi svolgono un ruolo importante, perché sono un braccio operativo strategico per le opere di prevenzione e interventi di manutenzione delle opere idrauliche presenti in questa regione».  Cosa succederà in provincia di Grosseto?  «In provincia di Grosseto abbiamo due consorzi, con una parte del territorio che fa capo a un consorzio interprovinciale, o meglio alle competenze della comunità montana val d'Orcia; quindi abbiamo tre enti che si occupano della stessa materia. Il nostro obiettivo sarà quello di ridefinirne l'ambito tenendo ben presenti le esperienze accumulate in questi anni, perché in questa provincia, e non lo dico solo per dovere di appartenenza, i consorzi hanno dimostrato di saper lavorare e saper gestire al meglio le risorse date dei cittadini, sapendo benissimo di intervenire in una materia dove le risorse non sono mai sufficienti per quel che ci sarebbe da fare».  Che cosa significa ridefinirne l'ambito? La strada è quella del consorzio tra consorzi o di un assorbimento in altri enti?  «Questo lo dovremo valutare, e lo faremo attraverso la collaborazione di altre soggetti di questa partita, oltre ai consorzi, chiameremo le associazioni del mondo agricolo e tutti quei soggetti pronti a darci una mano».  Alcune funzioni sono svolte sia dai Consorzi che dalla Provincia. Come cambieranno le rispettive competenze?  «Credo che il rapporto tra consorzio e Provincia dovrà essere molto stretto. Già oggi le Province intervengono spesso su materie di loro competenza, convenzionandosi coi consorzi e affidando a loro una serie di interventi che le Province non fanno. Noi faremo tesoro di questa competenza e cercheremo di interpretarla al meglio nel testo di riforma dove, mi preme dirlo, non si lascerà a piedi nessuno. Non si deve aver paura delle riforme, se prospettano soluzioni più innovative da trovare in tempi in cui le risorse scarseggiano».

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