Il Tirreno

Grosseto

A Fruttero le chiavi di Castiglione

Elisabetta Giorgi
<b>LA CERIMONIA.</b> Nella Pineta di Roccamare
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LA CERIMONIA. Nella Pineta di Roccamare

Cittadinanza onoraria: regalo nel ricordo di Calvino

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 CASTIGLIONE «Per me è una grande festa. Non avrei mai pensato 40 anni fa di diventare un vero cittadino di Castiglione». Scrittore satirico fulminante, penna pungente, grande amico di Calvino e uomo di grande humour, da ieri Carlo Fruttero (torinese, 84 anni compiuti oggi) è cittadino onorario di Castiglione della Pescaia. Tanti amici tra cui il premio Strega Ernesto Ferrero hanno voluto essergli accanto, ieri nella sua casa a Roccamare.  Una cerimonia sobria, sotto al gazebo del giardino. La vicesindaco Sandra Mainetti gli ha consegnato la chiave della cittadina, che lui ha preso subito in mano con stupore naif. «Che meraviglia, è una chiave bellissima, nessuno me ne aveva mai data una prima d'ora..». A ruota ne è arrivata un'altra di cioccolata, fatta in pasticceria e consegnata dai nipotini. Alla "doppia consegna" non sono mancate due amiche speciali che con Fruttero e i rispettivi mariti hanno condiviso passioni intellettuali e un'adorazione per Roccamare: la vedova dello scrittore Italo Calvino, Esther Judith Singer, e Valerie Pitts, vedova di un altro cittadino onorario di Castiglione: il musicista Georg Solti. Un ricordo commosso Fruttero lo ha riservato proprio a Calvino, «che se agli altri pareva un freddo calcolatore per me è stato un amico appassionato». Tanti i ricordi su Castiglione, ma la scoperta più bella è stata l'acquacotta, «che mi piacque subito perché mi sembrò di un sarcasmo spaventoso. Non c'era niente, era come uno scherzo crudo e ci vidi subito delle grandi affinità con me». Un grazie agli amici della Pineta, ai vecchi amici Giovanni e Franco, alla dottoressa che mi porta il brodo o i carciofini a "km zero".. E alla mia carissima amica Ester (detta "Chiquita") Calvino», con un'affettuosa paternale a quanti le storpiano il soprannome: «guardate che si dice "Cicita" perché vi assicuro che da questa signora al mio fianco non c'è niente di più lontano di una banana».

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