Sicurezza
Il mistero dei gatti avvelenati
Due mici trovati morti, altri cinque scomparsi. Indaga la municipale
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GAVORRANO. Tre gatti uccisi con tutta probabilità del veleno nel giro di due giorni a Giuncarico, nel comune di Gavorrano, e altri cinque scomparsi da giorni. È un massacro silenzioso quello che si è verificato tra la fine di agosto e l'inizio di settembre a Giuncarico e che la Lav, la Lega antivivisezione che si occupa della protezione e della tutela degli animali, è decisa a portare in tribunale.
Il 31 agosto due gatti sono stati trovati senza vita nei pressi di via Roma. Appartenenvano alla locale colonia felina di circa quindici gatti, censita dal 2002. Il giorno dopo un terzo micio è stato rinvenuto agonizzante e con del sangue che usciva dalla bocca. Un particolare non da poco che ha insospettito i responsabili della colonia alla quale appartenevano i tre mici.
«Il sangue dalla bocca - spiega Giacomo Bottinelli, responsabile provinciale della Lav - è un chiaro segnale di avvelenamento provocato da sostanze ad effetto cumarinico che provocano emorragie interne. Sono i veleni usati ad esempio per i topi il cui effetto non è immediato in modo che muoiano lontano dalla fonte di veleno. In questo modo gli altri topi non capiscono che quel tipo di esca è causa di morte».
I corpi senza vita dei due gatti sono stati portati dalle volontarie alla Asl di Massa Marittima per sospetto avvelenamento e sottoposti a esame necroscopico all'Istituto Zooprofilattico di Grosseto. Il gatto trovato agonizzante, invece, versava in condizioni disperate e ha dovuto essere soppresso da un veterinario inviato dalla Asl. Da quest'ultimo non è stato possibile ricavare campioni utili per esami tossicologici perché il farmaco usato per l'eutanasia compromette il responso.
Per gli altri due, invece, si attendono i risultati nel giro di qualche settimana, anche se una prima indicazione sulle cause di morte potrebbe già esserci. «Durante l'esame necroscopico - spiega Mariangela Corrieri, responsabile della Lav di Firenze e incaricata delle colonie feline di Giuncarico, dove ha casa da anni - nello stomaco dei due gatti sono stati trovati dei granuli scuri che fanno pensare a un sospetto avvelenamento».
La polizia municipale sta indagando sull'accaduto, il primo episodio - a quanto pare - nella frazione. La Lav, intanto, sta preparando formale denuncia contro ignoti. «Da tempo - spiega Corrieri - io e altre persone che si occupano dei gatti di Giuncarico riceviamo minacce, offese e sabotaggi da precise persone del luogo per la presenza della colonia».
I responsabili, assicurano alla Lav, non se la passeranno liscia. L'articolo 544 bis del codice penale stabilisce che «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi». «Le persone probabilmente sono poco informate sulla legislazione in materia - spiega Corrieri - e non si rendono conto che le colonie feline sono una risorsa e una tutela per tutta la comunità. Si stima che una gatta, in sei anni, metta al mondo attraverso tutta la discendenza migliaia di gatti. Da qui si capisce l'importanza del controllo sui randagi. Dal 2002 ne abbiamo sterilizzati 100 e 40 li abbiamo dati in adozione. Le 5 colonie feline della Lav, con altre in paese, tengono i gatti in salute anche a beneficio degli abitanti».
Il 31 agosto due gatti sono stati trovati senza vita nei pressi di via Roma. Appartenenvano alla locale colonia felina di circa quindici gatti, censita dal 2002. Il giorno dopo un terzo micio è stato rinvenuto agonizzante e con del sangue che usciva dalla bocca. Un particolare non da poco che ha insospettito i responsabili della colonia alla quale appartenevano i tre mici.
«Il sangue dalla bocca - spiega Giacomo Bottinelli, responsabile provinciale della Lav - è un chiaro segnale di avvelenamento provocato da sostanze ad effetto cumarinico che provocano emorragie interne. Sono i veleni usati ad esempio per i topi il cui effetto non è immediato in modo che muoiano lontano dalla fonte di veleno. In questo modo gli altri topi non capiscono che quel tipo di esca è causa di morte».
I corpi senza vita dei due gatti sono stati portati dalle volontarie alla Asl di Massa Marittima per sospetto avvelenamento e sottoposti a esame necroscopico all'Istituto Zooprofilattico di Grosseto. Il gatto trovato agonizzante, invece, versava in condizioni disperate e ha dovuto essere soppresso da un veterinario inviato dalla Asl. Da quest'ultimo non è stato possibile ricavare campioni utili per esami tossicologici perché il farmaco usato per l'eutanasia compromette il responso.
Per gli altri due, invece, si attendono i risultati nel giro di qualche settimana, anche se una prima indicazione sulle cause di morte potrebbe già esserci. «Durante l'esame necroscopico - spiega Mariangela Corrieri, responsabile della Lav di Firenze e incaricata delle colonie feline di Giuncarico, dove ha casa da anni - nello stomaco dei due gatti sono stati trovati dei granuli scuri che fanno pensare a un sospetto avvelenamento».
La polizia municipale sta indagando sull'accaduto, il primo episodio - a quanto pare - nella frazione. La Lav, intanto, sta preparando formale denuncia contro ignoti. «Da tempo - spiega Corrieri - io e altre persone che si occupano dei gatti di Giuncarico riceviamo minacce, offese e sabotaggi da precise persone del luogo per la presenza della colonia».
I responsabili, assicurano alla Lav, non se la passeranno liscia. L'articolo 544 bis del codice penale stabilisce che «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi». «Le persone probabilmente sono poco informate sulla legislazione in materia - spiega Corrieri - e non si rendono conto che le colonie feline sono una risorsa e una tutela per tutta la comunità. Si stima che una gatta, in sei anni, metta al mondo attraverso tutta la discendenza migliaia di gatti. Da qui si capisce l'importanza del controllo sui randagi. Dal 2002 ne abbiamo sterilizzati 100 e 40 li abbiamo dati in adozione. Le 5 colonie feline della Lav, con altre in paese, tengono i gatti in salute anche a beneficio degli abitanti».
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