Finanza
Trasporto pubblico, nulla di fatto nel nuovo incontro con i sindacati
Tiemme spa, ora è rottura
Enrico Pizzi
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RAMA. A ostacoli il percorso di fusione delle aziende di trasporto Sarà chiesto al prefetto di mediare, ma l'accordo è lontano
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GROSSETO. Prosegue lo stato di agitazione dei sindacati dei trasporti nei confronti dell'azienda Tiemme e sembrano lontani i tempi in cui sindacati e aziende che effettuavano il trasporto pubblico nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo e Piombino andavano d'amore e d'accordo. Ed ovviamente sembra un sogno la costituzione di una grande azienda del trasporto pubblico del sud della Toscana, che qualche tempo fa sembrava davvero possibile. È fallito, infatti, l'ennesimo tentativo di rimettersi al tavolo delle trattative e adesso i sindacati chiederanno al Prefetto di Arezzo, dove ha sede legale Tiemme, di tentare una mediazione. Se andrà male sarà lotta. Ieri l'incontro tra i sindacati e l'azienda si è concluso con un nulla di fatto che vede ciascuna delle parti in causa ferma sulle proprie posizioni, distanti su quattro punti fondamentali dell'accordo del 15 luglio scorso: mantenimento dei livelli occupazionali, mantenimento degli accordi raggiunti con la contrattazione di secondo livello, contratti per i nuovi assunti e tutela del personale non più idoneo alla guida. «Avevamo proclamato lo stato di agitazione - spiega il segretario generale della Filt Cgil, Roberto Moschini - volevamo vedere se riuscivamo a rientrare, ma ci sono divergenze molto forti, abbiamo riscontrato nuovamente la volontà dell'impresa di non mantenere fede agli impegni presi il 15 luglio». Innanzitutto c'è la questione del mantenimento degli attuali livelli occupazionali, la somma degli organici delle quattro aziende che si sono unite e che i sindacati temono possa essere messa in discussione da Tiemme, soprattutto in seguito ai tagli che la finanziaria ha apportato al fondo per il trasporto pubblico locale. Altro problema è la conservazione degli accordi della contrattazione di secondo livello e la futura armonizzazione dei contratti che l'azienda - stando ai sindacati - vorrebbe livellare basandosi su quelli meno vantaggiosi per i lavoratori. «Ci va bene l'armonizzazione dei contratti - dice Moschini - ma l'armonizzazione si può fare anche verso l'alto, invece loro la vogliono fare in basso». Terza questione è quella relativa ai nuovi assunti sul cui contratto non c'è accordo tra azienda e sindacati, così come è ancora aperto il problema della tutela degli inidonei alla guida: i sindacati vorrebbero fossero assorbiti in altri servizi interni a Tiemme, mentre l'azienda sembrerebbe più propensa per l'aspettativa «che significa - spiega ancora Roberto Moschini - prima stipendio ridotto, poi senza stipendio e infine licenziamento: Tiemme è stata condivisa dalle associazioni sindacali perché doveva essere un meccanismo di sicurezza anche per i lavoratori, invece siamo tornati indietro di cento anni» è il commento.
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