Il Tirreno

Grosseto

Ragazzi con handicap senza docenti

 Francesca Ferri
<b>HANDICAP.</b> A sinistra insegnanti precari in attesa di una nomina; sopra Margherita Papa, psicologa dell&#146;et&agrave; evolutiva
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HANDICAP. A sinistra insegnanti precari in attesa di una nomina; sopra Margherita Papa, psicologa dell’età evolutiva

Assegnati solo 222 insegnanti per quasi 500 studenti con problemi

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 GROSSETO. Rientro a scuola amaro per quasi 500 ragazzi di asili, materne, medie e superiori della provincia di Grosseto che, per handicap psichici o fisici, hanno bisogno di un insegnante di sostegno.  Per loro, in tutto 473 tra maschi e femmine, il ministero ha mandato quest'anno solo 222 insegnanti. Vale a dire, neppure un docente ogni due alunni. Con quali risultati è facile immaginarlo.  «Questi ragazzi saranno tagliati fuori dalla vita della classe per lunghe ore - spiega la dottoressa Margherita Papa, psicologa dell'età evolutiva dell'unità funzionale della salute mentale, infanzia e adolescenza della Asl 9 di Grosseto - perché senza un insegnante dedicato non potranno interagire con i compagni o gli insegnanti. Questo aumenterà disorientamento, senso di abbandono, sensazione di diversità, frustrazione».  La diminuzione delle ore di sostegno è già in atto da anni. Se anche ci fosse un insegnante per alunno - e così non è - a ogni docente sono affidate meno ore rispetto a quelle necessarie. Ci sono, ad esempio, scuole a tempo pieno dove gli insegnanti di sostegno operano per appena 24 ore settimanali. In questi casi, se i ragazzi con handicap sono più d'uno, si creano situazioni limite dove è assicurata solo un'ora di sostegno al giorno, cosa che scoraggia le famiglie che preferiscono tenere i figli a casa, aumentandone così l'isolamento sociale. «La giustificazione del ministero è che l'assistenza è comunque garantita - spiega Papa - ma a scuola non si va per essere assistiti ma per imparare. L'80 per cento delle disabilità tra i banchi è di tipo psichico, che comporta scarsa attenzione e apprendimento più lento. Ma basta avere un insegnante dedicato per creare interazione tra il ragazzo e i compagni, secondo la lungimirante legge per l'inserimento scolastico degli anni'70 che è unica in Europa. Limitare il sostegno a scuola è una regressione che può portare anche alla depressione».  Che le cifre del sostegno sarebbero state desolanti era già nell'aria da tempo. Ma quando lo scorso 13 settembre l'ufficio scolastico ha ricevuto la comunicazione ufficiale dell'assegnazione delle cattedre, ha inviato subito la richiesta per rinforzare le fila dei docenti. «A livello regionale - spiega Tiziana Rellini del Gruppo di lavoro interistituzionale provinciale del provveditorato che, insieme al gruppo "H" si occupa di valutare le certificazioni mediche e individua le cattedre di sostegno da assegnare a ciascun istituto - ci sono stati casi di proroghe in deroga. Anche noi abbiamo chiesto personale in deroga e a giorni avremo una risposta. Purtroppo al momento non si sa quanti saranno, né quando arriveranno».

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