La manifestazione
«Il malato di Sla è stato seguito»
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A LETTO Franco Bettiol è malato di Sla L'Asl replica alla famiglia del signor Bettiol: «Garantito tutto il supporto economico e assistenziale previsto in questi casi»
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GROSSETO. Dopo il nostro articolo dello scorso 11 settembre, la Asl 9 ha riesaminato la documentazione relativa al caso del signor Franco Bettiol, malato di Sla e costretto su un letto,coinvolgendo tutte le professionalità che hanno avuto un ruolo nell'assistenza al paziente e alla famiglia. E l'Asl, sulla base del riesame svolto, afferma che «le conclusioni non coincidono con i contenuti dell'articolo». «Per questo - riporta una nota dell'azienda - abbiamo ritenuto necessario replicare per ricondurre la vicenda sotto la giusta luce, a beneficio di tutti quei cittadini che affrontano ogni giorno la complessità della malattia. Franco Bettiol è da anni in carico ai servizi distrettuali, ha usufruito della riabilitazione e, quando le condizioni di salute sono peggiorate, è stato inserito nel percorso dell'Assistenza domiciliare integrata (Adi), con un Piano assistenziale personalizzato (Pap), condiviso e sottoscritto dalla famiglia. L'evoluzione della malattia, tuttavia, ha reso necessario un ricovero nel reparto di Rianimazione a Grosseto. A questo proposito, non comprendiamo perché la famiglia parli di "una degenza oltre il necessario", dato che sono i sanitari a decidere se e quando dimettere un paziente. Nel caso specifico, la Rianimazione ha operato con grande attenzione per assicurare il miglior percorso assistenziale alla dimissione: durante la degenza, i medici del reparto hanno fatto richiesta per gli ausili necessari al rientro a domicilio e ne hanno addestrato i familiari all'uso; in accordo con la famiglia, hanno avviato le procedure per il trasferimento al Centro di riabilitazione respiratoria di Volterra, struttura di riferimento regionale per i casi ad elevata intensità assistenziale, provenienti direttamente da terapia intensiva o sub-intensiva». «Il signor Bettiol, la prima settimana di maggio, è stato trasferito a Volterra da Grosseto con un'ambulanza del 118. Per quanto riguarda l'Adi al momento della dimissione da Volterra, la segnalazione del rientro a domicilio è arrivata al distretto nel pomeriggio del giorno stesso. Le procedure di raccordo ospedale-territorio per le dimissioni difficili prevedono un preavviso di almeno 48 ore per organizzare i servizi indicati dal Pap. Ciononostante, l'intervento è avvenuto la mattina seguente e in quell'occasione l'unità di valutazione del distretto ha riesaminato e rivalutato il Pap. In merito al contributo per l'assistenza ai malati di Sla (delibera Grt 721, del 3/8/2009), non è vero - lo dimostrano gli atti - che l'azienda abbia consigliato di presentare la domanda solo dopo la dimissione da Volterra. Tant' è che la famiglia, su suggerimento della Asl, aveva già fatto richiesta il 16 febbraio 2010. Il contributo di 1500 euro mensili è stato erogato al momento della presentazione dei documenti, che la Asl stessa aveva sollecitato, invitando i familiari a raccordarsi con i servizi distrettuali per ogni esigenza. Inoltre, al momento della dimissione da Volterra, è stato assegnato ai Bettiol un contributo dal fondo regionale per la non autosufficienza, la cui erogazione cessa al momento in cui si accede al fondo per la Sla, che, viceversa, non esclude l'assegno di accompagnamento». «Infine, la Asl 9 ha dotato il signor Bettiol degli ausili necessari, tra cui alcuni acquistati appositamente (comunicatore vocale; ventilatori; tutori per il corpo, carrozzina, letto accessoriato, montascale; aspiratori; puntatore oculare). Ci spiace che la famiglia parli di "infinite trafile" e "intoppi vari", ma l'istruzione delle pratiche di acquisto di certi strumenti richiede procedure attente e trasparenti, con tempi che non sempre corrispondono alle attese dei pazienti e dei familiari. Su questo punto possiamo impegnarci a snellire i percorsi, pur nei limiti imposti dalla gestione del denaro pubblico». «È vero che la sanità non è perfetta e tanti sono i margini di miglioramento. Certo è che avevamo offerto alla famiglia (anche a seguito di un loro esposto dello scorso giugno) tutta la disponibilità al confronto attraverso le professionalità del distretto e gli sportelli (il punto unico di accesso e i punti insieme) già esistenti».
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