Il Tirreno

Grosseto

INTERVENTO, LUCIA MATERGI

Sono rimasti i precari a difendere la scuola pubblica

Lucia Matergi   Consigliera Regionale Pd

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Sui problemi della scuola, degli studenti e dei precari, in Italia e in particolare nella nostra provincia interviene anche Lucia Matergi, consigliere regionale del Partito Democraico. Agitatissimi anche a Grosseto i primi giorni di scuola: una reazione necessaria ed ovvia, rispetto ad un progetto governativo di tagli indiscriminati alle risorse per la scuola, tagli che si esprimono nei posti docenti e dirigenziali, nei numeri esorbitanti di alunni per classe, nella disattenzione totale dei massimi consentiti in presenza di alunni disabili, nell'incertezza per la scuola superiore. In questo panorama che dovrebbe essere lo sfondo preoccupante e ineludibile per una reazione ferma e corale, capace di affiancare alla protesta la proposta, si deve invece costatare che all'allarme lanciato dalle forze politiche del centrosinistra sta facendo seguito nella società una reazione sostanzialmente debole, tanto da indurre a pensare che non si percepisca la reale portata di un progetto che bloccherà il futuro della scuola.  Compatto, invece, risulta il fronte dei precari della scuola, che nella serietà e coerenza della loro posizione di fatto ad oggi portano sulle spalle tutta la responsabilità della difesa della scuola pubblica. Dietro alle manifestazioni dei precari c'è naturalmente la sacrosanta volontà di tutelare posti di lavoro che si stanno dileguando, ma in tutto questo non si ravvisano punti di contatto con forme di rivendicazione di categoria fini a se stesse. Per due motivi: innanzitutto, perché i posti di lavoro sono a rischio non per un vuoto di domanda, che c'è ed è crescente, ma esclusivamente in nome di un progetto di contenimento della spesa che sacrifica la scuola pubblica più di altri settori, in una situazione in cui la formazione qualificata e l'istruzione estesa appaiono gli unici strumenti seri per rilanciare il paese; successivamente perché i precari della scuola ragionano partendo dalla loro conoscenza specifica della situazione, una conoscenza approfondita magari loro malgrado, vista la particolare congiuntura occupazionale, ma tale comunque da fare chiarezza sugli scenari scolastici immediatamente futuri.  Se poi inseriamo le cifre, il quadro si definisce senza possibilità di appello: 8 miliardi da prelevare dalla scuola in 3 anni, 277mila insegnanti precari, 70mila precari amministrativi, 15mila scuole senza presidi, 50mila docenti di ruolo privati del posto, 600mila studenti alle prese con un primo anno di scuola superiore decurtato di molte ore di lezione.  Rispetto a tutto questo, la protesta dei precari della scuola appare non un'azione di retroguardia, ma la forma attualmente più coerente e sentita di battaglia per la tutela della scuola pubblica. Il Pd la fa propria, schierandosi apertamente a sostegno di un movimento responsabile e doveroso.  L'incontro di lunedì prossimo, organizzato dal Pd in sala Pegaso, dovrà essere un momento in cui la politica e il sindacato ascolteranno le ragioni della scuola, concertando azioni e iniziative utili a valorizzare una protesta responsabile e necessaria.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa