Il Tirreno

Grosseto

Insieme per realizzare i lavori

Fiora Bonelli.
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COMUNITÀ MONTANA. L’ipotesi di Ginanneschi è quella di unire gli enti

La proposta di Ginanneschi per salvare la Comunità montana

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 CASTEL DEL PIANO. Riorganizzazione nella gestione servizi dei piccoli comuni e spese che lievitano. Tempi duri per i piccoli comuni amiatine penalizzati anche sulla viabilità. Ma ci sono soluzioni in prospettiva? Sandro Ginanneschi, consigliere di minoranza della Comunità montana, lancia qualche esca, riproponendo la consultazione per la fusione fra Arcidosso e Castel del Piano.  «Da tempo sentiamo parlare di manovre correttive che portino risparmi nei piccoli comuni - spiega - I comuni con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti sono tanti e la spesa corrente per abitante è elevata, tanto che con l'unione dei piccoli Comuni si risparmierebbero 1,5 miliardi di euro. Il parlamento, ha stabilito norme rigorose che porteranno a delle complessive riorganizzazioni nella gestione dei servizi nelle realtà municipali più piccole e meno popolate. Un principio di tale evoluzione è visibile nelle nostre comunità attraverso le convenzioni riguardanti (pochi) specifici servizi erogati dalla Comunità Montana. Alla luce di quanto detto è forse il caso di confrontarsi su una proposta vecchia di quasi dieci anni, ossia quella dell'unificazione dei comuni di Castel del Piano ed Arcidosso. All'epoca (nel novembe del 2001) si tenne una consultazione nel secondo di questi paesi (che dette come risultato 387 voti favorevoli e 133 contrari) e fu fatta una petizione che raccolse le firme di circa ottocento cittadini (per quanto antica e anacronistica va forse considerata anche la tradizionale rivalità tra i due paesi coinvolti). Le leggi sembra che stiano preparando un futuro fatto di aggregazione e di condivisione. Al momento sono pochi i servizi svolti in forma associata. Per avere offerte migliori e più accessibili, per avere più legittimazione democratica nei processi decisionali sull'Amiata, dall'ospedale alla rete viaria, potremmo chiedere il parere delle nostre popolazioni». E di seguito Ginanneschi torna sul tema strada del Cipressino, stigmatizzando che nel progetto non compaiono i tratti di congiunzione con Castel del Piano e Arcidosso. «La provincia di Grosseto, attraverso lo studio di progettazione dello scorso giugno - dice - ha intrapreso un percorso impegnativo che richiederà tempi lunghi per la sua attuazione. Fortunatamente si è iniziato a parlarne, ma è visibile una palese criticità: nel progetto mancano gli ultimi chilometri per arrivare a Castel del Piano e ad Arcidosso. È spontaneo chiedersi se sia opportuno. La nostra economia e la nostra comunità e le aziende necessitano di un sistema viario efficiente e sicuro. Cosa dire poi dei lavori eseguiti sul tratto della Querce di Fico, nel comune di Arcidosso? Nonostante le grandi aspettative e la laboriosità, le curve sono state soltanto migliorate. È opportuno che i lavori corrispondano alle attese collettive anche se particolarmente difficoltosi».

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