Proteste
In mille all'assemblea della Cgil
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La protesta del mondo della scuola grossetano contro la riforma Gelmini prende la strada dei fatti e preannuncia un anno di lezioni tutto in salita. Erano oltre mille, ieri mattina, i docenti - precari e di ruolo - e gli ata riuniti nell'assemblea della Cgil al professionale di Grosseto. Una partecipazione, secondo gli addetti, mai vista prima per una protesta altrettanto eccezionale: lasciare le aule nel primo giorno di scuola.
Tanti i plessi rimasti chiusi in provincia, come l'istituto comprensivo di Castel del Piano dal quale arriva la reazione più dura. Gli insegnanti hanno deciso di non rendersi disponibili quest'anno a fare supplenze e coprire ore eccedenti. La scuola, insomma, non si può basare sul volontariato dei docenti, senza il quale l'offerta base formativa è ben misera. In più, niente gite scolastiche. Da parte loro gli ata sollevano il problema della sicurezza nelle scuole. Lavoro raddoppiato, orari spezzati, turni divisi su più sedi e, in alcune scuole, oltre cento ragazzi a testa su cui vigilare. Impossibile, così, garantire un controllo sicuro. Laura Lambardi della Cgil ha annunciato che «fra qualche settimana ci sarà una serata di informazione con musica in una piazza cittadina.
I genitori devono sapere cosa succede, anche se già capiscono la situazione. Oggi chi ha dovuto riportare i figli a casa anzitempo per l'assemblea ha manifestato agli insegnanti solidarietà». Rammarico, invece, per l'assenza delle altre sigle sindacali. «Esserci - spiega Lambardi - serviva a dare un segnale». E il segnale lanciato ieri all'Einaudi è forte e chiaro. A partire dal 1º ottobre la Cgil organizzerà un'ora di sciopero ogni 15 giorni da scegliere alla prima o all'ultima ora di lezione.
Tanti i plessi rimasti chiusi in provincia, come l'istituto comprensivo di Castel del Piano dal quale arriva la reazione più dura. Gli insegnanti hanno deciso di non rendersi disponibili quest'anno a fare supplenze e coprire ore eccedenti. La scuola, insomma, non si può basare sul volontariato dei docenti, senza il quale l'offerta base formativa è ben misera. In più, niente gite scolastiche. Da parte loro gli ata sollevano il problema della sicurezza nelle scuole. Lavoro raddoppiato, orari spezzati, turni divisi su più sedi e, in alcune scuole, oltre cento ragazzi a testa su cui vigilare. Impossibile, così, garantire un controllo sicuro. Laura Lambardi della Cgil ha annunciato che «fra qualche settimana ci sarà una serata di informazione con musica in una piazza cittadina.
I genitori devono sapere cosa succede, anche se già capiscono la situazione. Oggi chi ha dovuto riportare i figli a casa anzitempo per l'assemblea ha manifestato agli insegnanti solidarietà». Rammarico, invece, per l'assenza delle altre sigle sindacali. «Esserci - spiega Lambardi - serviva a dare un segnale». E il segnale lanciato ieri all'Einaudi è forte e chiaro. A partire dal 1º ottobre la Cgil organizzerà un'ora di sciopero ogni 15 giorni da scegliere alla prima o all'ultima ora di lezione.
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