Il Tirreno

Grosseto

Giannella, inchiesta su una villa

Federico Lazzotti
A destra la villa; sotto il presidente Pasquale De Lise
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A destra la villa; sotto il presidente Pasquale De Lise

Venduta per oltre un milione dal presidente del Consiglio di Stato

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 GROSSETO. È la compravendita di una villetta gialla su due piani, rifiniture in bianco, il tetto stondato e un pezzo di giardino che guarda il litorale della Giannella, tra Orbetello e Santo Stefano, l'ultimo dei collegamenti tra la maxi inchiesta sulle Grandi Opere e la Maremma. Prima c'erano stati i soggiorni sospetti nell'esclusivo hotel "Il Pellicano" da parte di altissimi funzionari dello Stato. Poi ancora e sempre ville: comprate, ristrutturare e infine anche sequestrate per alcuni presunti illeciti edilizi.  Nell'occhio degli investigatori fiorentini, in particolare, era finita la casa comprata dall'ex provveditore alle Opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis (a nome della madre ndr) all'Argentario con la collaborazione di Fabio Maria De Vito Piscicelli, allora direttore tecnico dell'impresa Opere pubbliche e Ambiente Spa e faccendiere - secondo gli inquirenti - del costruttore Diego Anemone.  Nell'affaire Giannella, nel mirino dei pubblici ministeri di Perugia, dove l'inchiesta è stata trasferita per incompatibilità dei magistrati fiorentini, è finita la compravendita di una villetta in via del Mezzogiorno, di proprietà fino allo scorso anno di Pasquale De Lise, avvocato, ieri presidente del Tar del Lazio e in attesa della consacrazione ufficiale a presidente del Consiglio di Stato. Il prezzo? «Un milione e 67mila euro per una casa con tre camere da letto». Sarebbe troppo, per gli 007 della Banca d'Italia che hanno segnalato l'anomalia. In particolare De Lise, ascoltato martedì dai pm perugini, ha dovuto rendere conto di un assegno di 250mila euro versato sul suo conto da Franco Gaetano Scoca, pure lui avvocato e padre dell'attuale proprietaria dell'immobile.  Il sospetto degli inquirenti è che quel denaro possa essere un eccesso di attenzione da parte di un collega. Ma De Lise - al termine delle quattro ore di interrogatorio - ha consegnato l'intero dossier della compravendita della «villetta» (atti notarili, fotocopie degli assegni, distinte di versamento) e ne ha ribadito la legittimità «formale» e «sostanziale».  È poi tornato a insistere sulle «ragioni di amicizia e antico vicinato» che, a dispetto di motivi di opportunità o di possibile conflitto di interesse, gli consigliarono di scegliere quale acquirente l'avvocato amministrativista Maria Chiara Scoca (figlia del professore Franco Gaetano). E dunque non ritiene incongruo o quantomeno generoso il prezzo di quella transazione (1 milione e 67 mila euro), per una casa costruita agli inizi degli anni'70, di nessun particolare pregio architettonico e di dimensione unifamiliare. Una valutazione che incontra perplessità in chi tratta case alla Giannella. «La villa - dicono - non vale più di 800mila euro».

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