Sicurezza
E il Sant'Anna mette una classe in più
L'istituto privato delle suore piace per la buona organizzazione I genitori: «Ad di là dell'istruzione cattolica, il sistema funziona»
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GROSSETO. I genitori vedono buio oltre i cancelli delle scuole pubbliche e, chi può, si rivolge al privato. Boom di iscrizioni all'istituto parificato e paritario Sant'Anna che offre asilo e scuola elementare. Quest'anno, per il terzo anno consecutivo, l'istituto nato a Grosseto a metà degli anni Trenta e gestito dalle suore, ha aggiunto una classe a quelle già presenti. «Alle elementari - spiega suor Gianna, gestore dell'istituto - abbiamo due prime, due seconde e due terze. Alla materna ci sono cinque sezioni e ogni classe ha raggiunto il limite massimo dei bambini previsto dalla legge, 28». Alle elementari le classi vengono tenute più "leggere", ma sono pur sempre affollate di circa 20-25 bambini per un totale di 138 iscritti alla scuola d'infanzia e 180 alle elementari e 18 maestre, di cui 16 laiche. Un boom per una scuola dalla lunga tradizione, prediletta da sempre dalle famiglie che cercano per i figli un'educazione cattolica, che la preside spiega citando il «carisma educativo dei coniugi Barolo al cui metodo si ispira l'istituto». Ma non solo. Tra i genitori che ieri hanno accompagnato i bambini al primo giorno di scuola non sono pochi quelli che confessano di non mettere piede in chiesa da quando si sono sposati, eppure mandano volentieri i figli qua. «Perché - spiega Elena, mamma di Giovanni - sono ben organizzati». I bambini, che di norma escono alle 13, all'occorrenza possono infatti rimanere a scuola fino alle 16 a fare i compiti e altre attività. D'estate, poi, ci sono sei settimane di attività al mare, tanto che l'intero mese di luglio è una sorta di prolungamento delle lezioni, particolarmente apprezzato dai genitori che lavorano. «Poi - spiega Simona, mamma di Gianmarco - c'è ancora il maestro unico, affiancato da un insegnante di inglese, uno di musica, uno di ginnastica e uno di religione. E al sabato c'è il rientro facoltativo». «Oltre alla garanzia di un'istruzione di impronta cattolica - dicono Piero e Simona, genitori di Francesco - nella nostra scelta c'è sicuramente l'organizzazione dell'istituto». Un'organizzazione che, però, non è alla portata di tutti. La retta è di 1.625 euro per le elementari e 650 euro per l'asilo da pagare in cinque rate. Da aggiungere poi i buoni pasto giornalieri di 5 euro e il buono di 3 euro se si vuole lasciare il bambino fino alle 16. Non alla portata di tutti. Neppure di chi è pronto a rinunciare a un'istruzione laica per il proprio figlio pur di metterlo in mani sicure negli orari di lavoro. (f.f.)
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