Il Tirreno

Grosseto

Il sito “orgoglioprecario”, nato a Grosseto, è il punto di riferimento della categoria

Una valanga di precari in rete

<b>SITO. </b>Stefano Rosini fondatore del sito &#147;orgoglio precario&#148;
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SITO. Stefano Rosini fondatore del sito “orgoglio precario”

Quasi 400mila contatti, 12mila visite ogni giorno

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 GROSSETO. L'onda di protesta dei precari della scuola che si infrange sul marmo del palazzo del Miur, in viale Trastevere a Roma, ha origine dal quadrante nordoccidentale. Da Grosseto, per la precisione. Grossetano, infatti, è Stefano Rosini, insegnante e anima della mobilitazione dei precari della scuola maremmani.  E fondatore del sito www.orgoglioprecario.it, uno degli spazi web più attivi per chi a scuola riesce a insegnare solo a singhiozzo. Il sito si definisce la "voce dei precari e sottoprecari della scuola... e non solo" ed è già stato visitato da oltre 370mila persone con 12mila accessi al mese.  Come si legge nella presentazione, «orgoglioprecario.it nasce dal desiderio di alcune persone, che non si riconoscono in partiti o associazioni tradizionali, di dare voce alla complessa vitalità dei precari della scuola e del mondo del lavoro». «L'idea - spiega Rosini - è nata nel gennaio del 2008 per l'esigenza di raccogliere e diffondere notizie sulla scuola che non si trovano facilmente. Per questo abbiamo chiamato questo spazio web "Journal", perché è una specie di notiziario». Le pagine sono pensate come luogo di espressione libera e di incontro e sono interattive. Iscrivendosi si può partecipare ai dibattiti. «L'intento - precisa il sito - è di lasciare che ogni individualità mantenga la propria identità: non c'è bisogno di aderire a un progetto politico comune». «Anche se - spiega Rosini che fa parte del direttivo provinciale dell'Idv - al sito attingono anche colleghi di partito come Fabio Evangelisti, coordinatore regionale».  Orgoglioprecario.it raccoglie le novità normative sulla scuola e i suoi precari, ospita storie esemplari di "martiri dell'istruzione", colleziona una nutrita rassegna stampa e offre un megafono per lanciare iniziative e proteste. È stato anche grazie al sito che si è sparsa la notizia del picchetto di ieri. Dal web ai banchi di scuola, insomma, gli insegnanti incrociano le dita per il proprio lavoro e il futuro della scuola. F.F.

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