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IL RACCONTO DEI TESTIMONI

Un minuto di paura al bancone «Minacce e urla in laziale»

Un minuto di paura al bancone «Minacce e urla in laziale»

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 GROSSETO. «Ci ha puntato il taglierino contro e ci ha chiesto di mettere i soldi dentro a un sacchetto di plastica che aveva in mano. Urlava. Diceva di fare in fretta e che se non gli avessimo dato i soldi avrebbe sfasciato tutto». Un minuto, forse meno. Tanto è durato la rapina all'agenzia Banca Intesa di piazza De Maria. Quando il rapinatore è entrato nel salone della banca c'erano due cassieri e altrettanti clienti. Altri due dipendenti erano invece sul retro.  «Ero entrata pochi minuti prima - racconta Simona Bani (nella foto) - sono una cliente e in più un mio parente lavora qui. A un certo punto è apparso alle mie spalle questo ragazzo. Indossava una maglietta e dei pantaloni scuri. Ma quello che ha attirato la mia attenzione è stata quella parrucca e gli occhiali da sole che aveva in testa. Prima è andato verso il cassiere che era di fronte a me e gli ha puntato il taglierino contro dicendo di mettere i soldi dentro la busta. Aveva un accento laziale, forse viterbese. Poi ha fatto il giro del bancone e si è diretto dall'altro collega. Con lui ha fatto lo stesso. Presi i soldi è uscito dalla porta antipanico. Non so se l'ha aperta con la spalla o con la mano. Mentre scappava però ho visto che sotto la parrucca mi è sembrato di vedere i capelli tagliati corti. L'età? Un ragazzo giovane, non può superare i 25 anni: non aveva un filo di barba».  I dipendenti hanno dato immediatamente l'allarme alla polizia, poi hanno iniziato a contare i soldi. Alla fine mancavano dalle casse circa 10mila euro. F.L.

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