Quattro giorni senza fare rifornimento
Elisabetta Giorgi
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BENZINAI. 4 giorni in sciopero Quasi cento distributori hanno aderito alla protesta contro il Governo
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GROSSETO. Sciopero nazionale dei benzinai da stasera a sabato. In provincia saranno circa un centinaio (circa l'80%) quelli che incroceranno le braccia per protestare contro la politica del Governo, che - affermano le tre sigle sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confocommercio - mette in sofferenza l'intero settore. In tutta Italia, dice Mario Filabozzi, coordinatore provinciale Faib Confesercenti, «ci sono i benzinai che sono in ginocchio e stanno impegnando le proprie case pur di mantenere il distributore». Lo sciopero era già in programma da luglio e l'ultimo incontro con il sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, non ha prodotto risultati tali da sospendere l'iniziativa, che avrà luogo regolarmente dalle 19,30 di stasera alle 7 del 18 settembre. In questi anni la situazione - prosegue Filabozzi - non solo non è migliorata ma è addirittura peggiorata. La normativa è sempre più obsoleta e farraginosa, i vecchi protocolli d'intesa sono stati disattesi e ai segnali d'aiuto lanciati in tutta Italia dai sindacati il Governo «ha sempre risposto aiutando solo le compagnie petrolifere a svantaggio dei gestori, sempre più strozzati dai costi». Chi pensa che il guadagno dei benzinai sia altissimo deve ricredersi. «Ad oggi un benzinaio - dice Filabozzi - guadagna circa 36 millesimi su un litro di benzina, ovvero un euro e 50 su ogni 50 euro, e questo è già indice di guadagni al limite del sostentamento. In più le normative che ci sono oggi impongono una serie di adempimenti che riducono ancora il margine netto del gestore e rischiano di peggiorare ulteriormente col nuovo ddl che il sottosegretario Saglia ha messo in campo, e contro le quali noi stiamo scioperando». Sull'incasso incide pesantemente una serie di fattori come diritti camerali altissimi e manutenzione degli impianti non più a carico delle compagnie ma dei gestori. A nulla sono valse le richieste per abbattere i costi, produrre una regolamentazione nuova e più morbida per i gestori, far inserire la loro attività tra i benefici pensionistici dei "lavori usuranti". Dopo questi giorni di sciopero, «se il Governo accetterà le nostre richieste sarà meglio per tutti, altrimenti la mobilitazione continuerà».
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