Sicurezza
Con i tagli spariranno anche i minibus per raggiungere le Poste
Fiora Bonelli
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POSTE. Sportelli sempre più accentrati Grande preoccupazione sull'Amiata per il continuo depauperamento dei servizi pubblici nei piccoli centri
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AMIATA. Grande preoccupazione sull'Amiata grossetana per il depauperamento dei servizi (poste, trasporti, scuole), la cui problematica stoppa, praticamente, il trend abbastanza positivo che si era attivato negli ultimi anni nella montagna. In primis, la questione Poste. L'argomento è stato dibattuto in un convegno organizzato a Santa Fiora dal Partito Rifondazione Comunista, a cui sono intervenuti oltre al presidente della Comunità montana, Ulivieri, anche molte rappresentanze di varie sigle sindacali. Dagli interventi è emerso che Poste Italiane sono state divise, praticamente, in due rami: quello finanziario e quello tradizionale. Questa razionalizzazione dell'azienda ha comportato una riduzione degli sportelli e delle carenze nella consegna della posta. «Noi dell'Amiata occidentale - dice Ulivieri -, lo sappiamo bene, perché per esempio a Selva, Montelaterone, Cana, Montegiovi, Roccalbegna e altre località, abbiamo un'apertura limitatissima degli uffici, di uno o due giorni. A parte, dunque, Castel del Piano, Arcidosso e Santa Fiora, le situazioni sono precipitate causando ai cittadini non pochi disagi. I portalettere poi sono stati ridotti, solo nell'Amiata grossetana, di 4 unità e la consegna della posta risulta sempre più difficile, anche perché i portalettere hanno poca esperienza del territorio. In una parola, il servizio è scaduto». «Abbiamo cercato - continua - di tamponare le defaillances con la creazione di pulmini che portassero i cittadini nei capoluoghi e negli uffici postali. La Regione Toscana ci ha fino all'anno scorso finanziato per questo servizio con 30.000 euro, che quest'anno sono stati ridotti a 25.000 e che il prossimo anno credo che spariranno del tutto. Grande è perciò la preoccupazione per tutto questo. Abbiamo privatizzato i servizi, ma la stiamo pagando cara». Ulivieri aggiunge anche altra carne al fuoco e preme l'acceleratore sui trasporti e sulla scuola. «I servizi - dice - sono la base della vita di un territorio. Senza di essi, il territorio muore. Stiamo per assistere anche alla riduzione del 40% di risorse che la regione impegna sui trasporti. Va da sé che saranno le linee meno redditizie le più interessate ai tagli. E dunque la pagheremo noi. Altra questione dolente le scuole - aggiunge Ulivieri -; se è vero, infatti, che Castell'Azzara è riuscita ad ottenere con una battaglia sostenuta da istituzioni comprensoriali e provinciali e regionali, le sue classi normali e allontanare lo spettro delle pluriclassi, è anche vero che Arcidosso non riesce a risolvere le situazioni scolastiche. Noi come istituzioni amiatine - conclude il presidente della Comunità Montana - ci siamo sempre confrontati e abbiamo contrattato sulle questioni. Continueremo a farlo, ma al momento vediamo molte nubi nere all'orizzonte».
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