Il Tirreno

Grosseto

Anche il sindaco è precario «Ma sono in aspettativa»

<strong>SINDACO.</strong> Anche lui è un precario della scuola
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SINDACO. Anche lui è un precario della scuola

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GROSSETO. La scuola dei precari protesta in tutta Italia e, tra i precari della scuola, c'è anche il primo cittadino di Grosseto, Emilio Bonifazi. Anche il suo nome figura tra gli incarichi assegnati quest'anno, insieme ad altri colleghi non di ruolo. Al loro fianco Bonifazi si schiera oggi «perché - spiega - siamo tutti sulla stessa barca».  Laureato in giurisprudenza, avvocato, ex ispettore delle assicurazioni Generali, quando non faceva il sindaco Bonifazi era insegnante di diritto ed economia alle superiori. E lo è tutt'ora anche se ogni anno per vestire la fascia tricolore chiede l'aspettativa. «Non retribuita», precisa lui stesso, professore per scelta «di cuore» per stare vicino alla famiglia.  Il prof Bonifazi entra nella scuola nel 1992, quando riceve la cattedra al nautico di Porto Santo Stefano. Da quel momento è un peregrinare in diversi istituti della provincia, sempre con incarichi annuali. Per lui, cattedra sempre confermata, compreso quest'anno con 15 ore settimanali al professionale Einaudi di Grosseto. E, anche quest'anno, come da 15 anni a questa parte, ha dovuto rinunciare. «In realtà - spiega Bonifazi - sono primo in graduatoria e potrei diventare di ruolo. Ma da quando sono diventato sindaco di Follonica, ho chiesto quasi ininterrottamente l'aspettativa e dunque rimango precario».  Un sindaco insegnante la cui città è attraversata in questi giorni dalle proteste quotidiane del popolo della scuola. «Per anni - spiega Bonifazi - la scuola è andata avanti con il lavoro di tanti precari, oggi vengono estromessi. Lo Stato, in questo caso, è il primo sfruttatore di queste persone. Chi protesta ha la mia solidarietà». F.F.

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