Il dolore
Una legge per allargare il Parco
La proposta degli ambientalisti: tutelare da Follonica al confine col Lazio
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GROSSETO. Un unico parco della Maremma, da Follonica al confine con il Lazio. È questa la proposta di legge, di iniziativa popolare, che hanno presentato giovedì 9, le associazioni Italia Nostra, Forum Ambientalista, il coordinamento comitati e associazioni Provincia di Grosseto e i Cittadini di area fiorentina. Le associazioni hanno raccolto le 5000 firme necessarie per la proposta e le hanno consegnate in Regione. L'iniziativa è partita sei mesi fa e si è conclusa con la raccolta di 6500 firme, ben oltre quelle necessarie. Sono state molte le adesioni di cittadini di ogni parte della Toscana, che hanno contribuito con questa proposta alla tutela di un'area d'insuperabile valore ambientale ed ecologico, che dà la possibilità di estendere la disciplina dei parchi anche a zone al di fuori dell'attuale perimetro. La proposta, che dovrà essere sottoposta alla delibera del Consiglio regionale, è d'inserire nel Parco tutta la zona litoranea, partendo dalla pineta di Follonica fino al confine col Lazio. L'obiettivo dei promototi è di uniformare e coordinare la tutela di un territorio che gode già di molte riserve naturali, facendo della pineta costiera un corridoio ambientale di collegamento delle zone umide, che consenta la conservazione della pineta, della fauna acquatica e una valorizzazione turistica in linea col pregio complessivo della Maremma. «La Maremma - dicono fra gli altri Roberto Barocci, del Forum ambientalista, Michele Scola, di Italia Nostra Grosseto, Giuliana Gentili del Centro donna di Grosseto e Paola Tamanti dei comitati grossetani - deve poter esprimere al massimo le proprie potenzialità, offrendosi come un sistema unico e continuando a essere quel modello d'antropizzazione che ancora può dirsi bene integrata con il territorio che la ospita, è un paradiso che ora è esposto a enormi pressioni speculative proprio nelle zone costiere. Anche per il Corridoio tirrenico, si confermano le preoccupazioni denunciate in più occasioni negli ultimi mesi: un'autostrada sarebbe devastante per tutto il territorio della Maremma laziale e toscana perché colpirebbe le principali attività economiche della zona: turismo e agricoltura. Da fonti autorevoli arriva la notizia che la Sat starebbe progettando una revisione del tracciato che minaccia la laguna di Orbetello e le colline limitrofe. Si ribadisce la nostra ferma opposizione a qualsiasi progetto autostradale e si chiede, senza perdere tempo che si proceda alla messa in sicurezza dell'Aurelia secondo il progetto Anas del 2002 che prevedeva la viabilità complanare. La responsabilità ora è nelle mani dei consiglieri regionali, a cui si rimette la cura di questo gioiello, la creazione di posti di lavoro, l'incentivo dell'offerta turistica e il mantenimento anche per le generazioni future di un distretto unico nel suo genere. La formulazione della proposta e la capillare informazione dei suoi contenuti ai cittadini non solo maremmani, ma anche di altri Comuni toscani, attraverso la raccolta di firme, ha costituito una faticosa ma straordinaria esperienza di partecipazione popolare dal basso per la tutela e la salvaguardia di questo patrimonio ambientale unico per le coste toscane».
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