Il Tirreno

Grosseto

«No alla vendita di Argentario Approdi spa»

Il comitato degli azionisti di minoranza parte all'attacco del Comune

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 PORTO S. STEFANO. Il Comitato degli azionisti di minoranza di Argentario Approdi spa ha inviato al sindaco agli assessori e ai consiglieri comunali una lettera sulla situazione della partecipata del Comune e una ai mass-media. In quest'ultima si spiega che il comitato ha già intrapreso alcuni incontri con forze politiche che condividono i loro obiettivi. Il giro di consultazioni sarà chiuso con un incontro con il Pdl. Scrivono: «Nel prossimo consiglio comunale del 16, si dice, verrà chiesto un mandato per modificare lo statuto di Argentario Approdi e Servizi Spa, noi speriamo vivamente che ciò non corrisponda a verità». E invece è vero, perché, all'ordine del giorno del consiglio si legge: "Modifica alla delibera di C.C. n. 91 del 21.12.2009 avente ad oggetto Atto di indirizzo su Argentario Approdi spa".  Nella lettera inviata agli amministratori comunali, i rappresentanti degli azionisti di minoranza affermano: «Gli scriventi rappresentano un comitato, delegato in una riunione dei soci di minoranza di Argentario Approdi e Servizi spa, a studiare, insieme all'amministrazione comunale, una soluzione percorribile per lasciare la società di proprietà della collettività di Monte Argentario. Abbiamo avviato una rapida, raccolta di firme durante la quale ci siamo resi conto dell'importanza che l'argomento ha presso tutta la popolazione. Da un'incontro con il sindaco e l'assessore Priscilla Schiano abbiamo appreso della volontà di vendere il 20% del capitale di Argentario Approdi e Servizi, e di una successiva vendita del pacchetto di maggioranza in un unico blocco. Sarebbe gradita l'apertura di una serie di confronti con la giunta, i consiglieri, attraverso le forze ed i movimenti politici di riferimento, e le associazioni di categoria interessate, al fine di discutere i punti che sono alla base della nostra posizione». Ecco i punti: «Argentario Approdi e Servizi è una società che nasce tra il Comune e i suoi cittadini, è nostra ferma intenzione trovare una forma legale affinché ciò resti possibile. Vanno a nostro avviso evitate concentrazioni di capitale nelle mani di pochi investitori». R. W.

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