Attenzione
«Neppure il Pd crede in Bonifazi»
Gabriele Baldanzi
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AVVERSARI. A sinistra Luca Agresti coordinatore provinciale del Pdl; a destra il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi Luca Agresti all'attacco: ci sono le condizioni per strappare Grosseto
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GROSSETO. Dallo strappo di Gianfranco Fini al metodo di scelta del candidato sindaco del centrodestra a Grosseto; dalle difficoltà del Pd alle "debolezze" di Emilio Bonifazi. Luca Agresti, coordinatore provinciale del Partito della Libertà, fa il punto della situazione alla vigilia di una stagione politica che si annuncia calda. Su più fronti. Agresti, lei è mai stato a Mirabello? «Certo. Non nego di aver creduto in Fini fin dall'inizio». E adesso? Fini sostiene che il Pdl è morto; resta Forza Italia allargata... «Non sono d'accordo. Noi siamo sempre nello stesso posto. Identiche posizioni su immigrazione, sicurezza, identità nazionale, legge elettorale e riforme. Il Pdl c'è ancora e proseguirà il suo percorso nell'interesse del Paese». Ha seguito domenica l'intervento del presidente della Camera? «Non in diretta. Nei tg e sui giornali di lunedì. Comunque ne avevamo parlato tra noi: non c'è stata la minima sorpresa. L'obiettivo di Fini è logorare Berlusconi: né tornarci insieme, né fargli la guerra, né sciogliere il gruppo né strutturare un nuovo partito». Da coordinatore provinciale del Pdl cosa farà nei prossimi mesi? Metterà alla porta i finiani? «Continueremo nel percorso avviato. Il partito lavorerà con impegno agli appuntamenti in calendario: le elezioni nei 6 Comuni in cui si andrà al voto a primavera, tra cui il capoluogo. Quanto alla decadenza dagli incarichi di partito per chi ha aderito a Fli verrà decisa a Roma; in Maremma i rapporti sono sereni. Verso gli amici che hanno scelto di andare con Fini ci sarà correttezza e serietà, del resto non potrebbe essere diversamente visto che siamo legati da anni di lavoro in comune. E poi non voglio far venire meno la speranza....». Parliamo di Grosseto. Ci sono già tre candidati in pista del Pdl per sfidare Bonifazi nel 2011. Siete fiduciosi. «Sì, crediamo che il bis di Bonifazi, se sarà lui il candidatio del Pd, non sia per niente scontato, anzi. E non sono l'unico a pensarla così, visto - lo scriveva Il Tirreno - che anche il Pd ha delle perplessità su Bonifazi e preferisce misurare, verificare - attraverso un costoso sondaggio - il gradimento del primo cittadino. Evidentemente qualche dubbio circola perfino nelle file avversarie sull'operato di questa maggioranza. Peraltro mi pare un fatto oggettivo che questa amministrazione non sarà ricordata come una delle migliori». Voi come sceglierete il capolista a Grosseto? «Prima di tutto vorrei sottolineare che le disponibilità incassate fino ad oggi (Lolini, De Carolis e Carlotti) sono un patrimonio, perché si tratta di persone specchiate, stimate, capaci. Di sicuro sceglieremo il capolista insieme agli alleati. Io credo che intorno alla candidatura, al nome, si debba costruire l'alleanza, per poi partire con una grande campagna elettorale. Lo ripeto ancora: per tornare a governare il Comune capoluogo ci vogliono due condizioni: primo, individuare un candidato che più di altri si mostri capace di intercettare il consenso dei cittadini; secondo, la capacità di allargare e includere. E - sia chiaro - c'è da pedalare. Non ci basterà puntare il dito sulle debolezze, le inconcludenze e i fallimenti del centrosinistra, pure evidenti». Diciamolo chiaro: a lei le primarie non piacciono. «Non è così. In questo momento però nello statuto del Pdl le primarie non sono contemplate. Penso che in un alleanza ci possano essere anche altre forme di partecipazione democratica per l'individuazione di un nome. Del resto il meccanismo che abbiamo unanimemente scelto al nostro interno fino ad ora sta funzionando. Non ci saranno candidature dall'alto e verrà rispettata la volontà dei più sia dentro che fuori al partito».
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