Finanza
Un campo "stupefacente" nel Parco
Francesca Gori
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Ogni mattina all'alba, andavano ad annaffiare le loro piantine. Marijuana, coltivata nel cuore del Parco dell'Uccellina. Ieri la festa è finita. I carabinieri hanno sequestrato venti piante. Venti piante che erano cresciute parecchio, e che dovevano essere lì, in quel fazzoletto di terra, da un bel po' di tempo. Alte, con un fusto centrale del diametro che superava, in alcuni casi, 6 centimetri. Seminate nella zona di via Valle Buia, in una parte del parco naturale della Maremma difficile da scoprire. Perché quella ventina di piante con la stella a sette punte erano ben mimetizzate tra tutti gli altri arbusti. I carabinieri della stazione di Fonteblanda hanno seguito per giorni i movimenti di un uomo che al mattino arrivava con un'auto, parcheggiava, e cominciava a camminare nel parco.
Sempre diretto nello stesso punto. Andava a prendersi cura della piantagione, proprio nel cuore del parco naturale. Ieri, quando i carabinieri hanno trovato le venti piante, non hanno potuto fare altro che imbracciare la vanga e cominciare ad estirparle una per una. Per portare tutta quella marijuana che hanno sequestrato hanno dovuto utilizzare un furgoncino. Il cassone, completamente riempito da quelle piante che sarebbero state raccolte ed essiccate. Pronte per essere fumate. Piante altissime, piene di foglie. Verdissime. Cresciute e pronte per essere raccolte ed essiccate. I militari hanno portato tutte quelle piante di canapa in caserma. Le hanno appoggiate su un tavolo, ma hanno dovuto utilizzare anche il pavimento. L'ingresso della caserma ieri, si è trasformato per qualche minuto in una succursale della piantagione. Sempre ieri, dopo il blitz alla piantagione nel cuore del parco dell'Uccellina, i carabinieri di Fonteblanda che hanno condotto le indagini, hanno fermato un uomo, un quarantacinquenne di Talamone. Lo stesso che ogni mattina arrivava con la sua auto, la lasciava parcheggiata a due passi dal parco, e poi a piedi si avventurava in quella zona dell'Uccellina dove aveva ben pensato di ritagliarsi un fazzoletto di terra per quella coltivazione.
Sempre diretto nello stesso punto. Andava a prendersi cura della piantagione, proprio nel cuore del parco naturale. Ieri, quando i carabinieri hanno trovato le venti piante, non hanno potuto fare altro che imbracciare la vanga e cominciare ad estirparle una per una. Per portare tutta quella marijuana che hanno sequestrato hanno dovuto utilizzare un furgoncino. Il cassone, completamente riempito da quelle piante che sarebbero state raccolte ed essiccate. Pronte per essere fumate. Piante altissime, piene di foglie. Verdissime. Cresciute e pronte per essere raccolte ed essiccate. I militari hanno portato tutte quelle piante di canapa in caserma. Le hanno appoggiate su un tavolo, ma hanno dovuto utilizzare anche il pavimento. L'ingresso della caserma ieri, si è trasformato per qualche minuto in una succursale della piantagione. Sempre ieri, dopo il blitz alla piantagione nel cuore del parco dell'Uccellina, i carabinieri di Fonteblanda che hanno condotto le indagini, hanno fermato un uomo, un quarantacinquenne di Talamone. Lo stesso che ogni mattina arrivava con la sua auto, la lasciava parcheggiata a due passi dal parco, e poi a piedi si avventurava in quella zona dell'Uccellina dove aveva ben pensato di ritagliarsi un fazzoletto di terra per quella coltivazione.
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