Il dolore
«Se aumenta il pane, non è colpa nostra»
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Luciano Rossi Toscana Cereali: mercato del grano tornato alla normalità dopo i ribassi
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GROSSETO. Che l'aumento del pane dipenda dall'aumento del frumento è falso. Lo sosiene Toscana Cereali: «Il pane - dice il direttore, Luciano Rossi - non è diminuito negli ultimi due anni, in cui il prezzo del frumento crollava. Oggi il mercato sta lentamente tornando alla normalità. Servono politiche di filiera per contrastare la dipendenza dall'estero». Il costo del frumento incide su quello del pane solo per il 13-14%: «I panificatori - dice ancora Rossi - minacciano un aumento del costo del pane, adducendo a giustificazione l'aumento del prezzo del frumento tenero e la presunta scarsità della materia prima. Tutto questo omettendo di ricordare che nei due anni passati il prezzo del pane non è diminuito, nonostante che il prezzo del grano fosse crollato ai minimi storici. Una posizione ingiustificabile che penalizza i consumatori e mortifica il lavoro e il ruolo dei cerealicoltori italiani e toscani, che subiscono la concorrenza delle importazioni del frumento estero, che copre il 60% del fabbisogno interno». «La ripresa attuale del prezzo del frumento, pertanto, non fa altro che riportare il mercato alla sua normalità. Fra l'altro Toscana Cereali invita panificatori e mezzi di comunicazione a non creare allarmismi sulla penuria di grano, dal momento che la produzione mondiale, e italiana, è più che sufficiente a far fronte alla domanda, senza tenere conto del fatto che quanto a scorte stiamo bene». Per Rossi, però, non si può dipendere dalle importazioni: «Vanno incentivate le poche filiere esistenti e i loro marchi di riconoscimento, a partire dalla richiesta della "Dop pane toscano", ma anche dal processo produttivo a marchio Agriqualità che ha dato vita a filiere che oggi sono un orgoglio per la nostra regione. Come il Pane che sforna l'Unicoop Firenze, prodotto solo con grano toscano, o come il pane del Mugello, quello della Val d'Orcia e presto del Chianti. Tutte filiere nate grazie all'azione svolta dall'Organizzazione di prodotto Toscana Cereali, che riportano la provenienza della materia prima sulle confezioni e valorizzano la lievitazione naturale, alla base del pane che facevano le nostre nonne, cotto nel forno a legna. Questo è lo spirito con il quale affrontare il problema dell'auto- approvvigionamento, rapportando agricoltori, molini e panifici in un'unica strategia che ci consenta di valorizzare prodotto e territorio. Per questo ribadiamo che l'auspicata ripresa del mercato del grano, non può essere presa a pretesto per aumentare il pane».
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