Sicurezza
Quattro milioni dalla lotta agli evasori
Enrico Pizzi
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GROSSETO. Molti gli evasori di Ici e Tarsu I risultati degli accertamenti del Comune su Ici e Tarsu 2009 e 2010
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GROSSETO. La lotta all'evasione porta nelle casse del Comune di Grosseto quasi 2 milioni di euro per il 2009 e altri 2 milioni, al 31 agosto, per il 2010. Il risultato è frutto di un lavoro certosino del servizio tributi che da qualche anno sta intensificando i controlli e sta affinando anche le tecniche di indagine, con tutta una serie di incroci di banche dati appartenenti anche a soggetti diversi. Nel mirino i pagamenti dell'Ici e della tassa sulla rccolta dei rifiuti (Tarsu): nel 2009 sono stati oltre 7mila gli accertamenti, mentre al 31 agosto scorso gli accertamenti del 2010 erano già oltre 6mila. Per la precisione si tratta di 2.280 accertamenti ai fini Ici nel 2009 per 750mila euro e di 4.881 accertamenti relativi alla Tarsu per quasi 1,15 milioni di euro, mentre per il 2010 siamo già a 2.278 accertamenti non ancora inviati, ma predisposti, per quanto riguarda l'Ici, per oltre 1,2 milioni di euro e 3.563 accertamenti relativi alla Tarsu, anche questi non ancora inviati, per 754mila euro. A fronte di questa mole di lavoro che il sindaco Emilio Bonifazi ha definito «un'attività costante che rappresenta innanzitutto una battaglia di legalità e che ha nel servizio tributi uno strumento serio ed efficiente», il contenzioso è davvero ridotto ai minimi termini dal momento che non supera l'1 per cento. «Un lavoro davvero ben fatto - ha dichiarato l'assessore alle finanze Paolo Borghi - il Servizio Tributi del Comune di Grosseto - ha detto - rappresenta una delle varie eccellenze di questa Amministrazione che punta per il futuro a coordinare e quindi potenziare tutte le attività di verifica comprese quelle legate alle diverse entrate tributarie». Nell'ambito degli accertamenti del 2010 sono compresi anche quelli effettuato tra Marina di Grosseto e Principina a Mare in seguito ad un filone di indagine che l'amministrazione ha aperto nell'ottobre del 2009, finalizzato a scovare i furbetti delle seconde case, cittadini che hanno pensato bene di sfuggire al pagamento dell'Ici sulla seconda casa, dopo che nel 2008 l'imposta è stata abolita per l'abitazione principale, facendola figurare come prima casa. Residenze fittizie o di comodo su cui si è concentrata l'attenzione del servizio tributi, in collaborazione con gli uffici anagrafe e polizia municipale. L'indagine è partita da alcune situazioni di "poca chiarezza", posizioni anagrafiche anomale da cui emergeva, ad esempio, che due coniugi, non separati legalmente, risultavano residenti in unità immobiliari distinte con stati di famiglia distinti. Sono state inviate lettere a 450 soggetti, per chiedere chiarimenti e poi, per chi ha chiarito o regolarizzato la situazione la vicenda si è conclusa lì. Per il resto dei contribuenti - 313 casi - si è aperta la strada dell'avviso di accertamento per gli anni di imposta dal 2005 al 2008, accertamenti da cui il Comune si attende un'entrata di circa 100mila euro. Per alcune di queste situazioni giudicate più interessanti, dalle quali potrebbe emergere una potenziale evasione di tributi non solo comunali è scattato anche l'invio della documentazione alla Guardia di Finanza.
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