Il dolore
LA REAZIONE BIANCOROSSA
Il dispiacere del responsabile «Cose che non devono accadere»
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RESPONSABILE. Enzo Madau 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Il giorno dopo la rissa è tornata la tranquillità in casa Grosseto. La formazione Primavera si è allenata regolarmente di buon mattino ed ha poi effettuato una seconda seduta nel pomeriggio. Certo, anche i giocatori avranno commentato l'accaduto, ma non sono apparsi affatto condizionati. Dall'Unione sportiva Grosseto non arrivano comunicazioni ufficiali, anche perché la sede nel pomeriggio si è svuotata: i dirigenti sono partiti alla volta di Novara poco prima di pranzo, per seguire la squadra di serie B in una delicata trasferta. «Questo episodio non ha affatto scosso l'ambiente - è il commento che abbiamo raccolto nell'entourage - il mister Francesco Statuto ha avuto a disposizione tutti i giocatori ed ha fatto le scelte per la partita con la Lazio solo in base a valutazioni tecniche. Fateci parlare di calcio, perché per noi è un momento delicato: sta per iniziare la stagione, con due gare impegnative, compresa la trasferta di mercoledì prossimo a Parma». «Sono dispiaciuto - dichiara invece Enzo Madau, dirigente responsabile della squadra Primavera - Queste cose non dovrebbero accadere in una città civile come Grosseto e per giunta in pieno centro. Posso solo dire che i nostri ragazzi sono tutelati, seguitissimi. Al Convitto Sant'Anna di viale Mameli, dove hanno l'obbligo di presentarsi entro le 23 per andare a letto, ci sono un tutor, il sottoscritto è sempre a disposizione; il mister Statuto dorme con loro ed il team manager Gubertini è sempre presente. Stando alle testimonianze, gli atleti sono stati aggrediti, per cui non possiamo condannare nessuno, visto che si trovavano nel cuore della città alle 21,30, non ad un'ora "vietata"». M.C.
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