Il Tirreno

Grosseto

«Fiora, Rama e Coseca contro di me»

Alfredo Faetti
<b>BORGHI. </b>Il sindaco ormai ex; a sinistra nel corso dell&#146; assemblea
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BORGHI. Il sindaco ormai ex; a sinistra nel corso dell’ assemblea

Borghi in assemblea accuse le tre aziende: «Ho pagato l'averle criticate»

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 GAVORRANO. Il lungo giovedì di Massimo Borghi si è concluso con l'affetto dei suoi sostenitori, che sono corsi in massa all'incontro pubblico in programma da tempo. I temi affrontati dal sindaco di Gavorrano sono stati vari, dalla storia del rapporto con il Pd ai "poteri forti" che gli sarebbero costati la carica. L'incontro dei cittadini con Borghi era in agenda già da qualche giorno ma nessuno si sarebbe aspettato di arrivarci con il consiglio comunale già sciolto.  La notizia delle dimissioni dei 9 consiglieri di maggioranza Pd arrivate e protocollate giovedì mattina ha creato un po' di confusione tra i cittadini di Gavorrano e in molti (circa 200) sono accorsi a capire quali scenari si prospettano per il Comune, nonostante la strada sia già tracciata: il commissariamento. «Il peggior sindaco d'Italia è preferibile al miglior commissario - ha detto Borghi - perchè il ruolo di quest'ultimo è quello di burocrate». Il sindaco, inizialmente, ripercorre dall'inizio la storia di questo amore mai nato con il Pd. «La guerra con il Pd è iniziata la sera stessa in cui ho vinto le primarie del centrosinistra contro gli altri tre candidati. A pochi giorni dalla consegna della lista per le elezioni il Pd non era ancora certo di volermi candidare a sindaco. Ho firmato un accordo con i democratici soltanto qualche ora prima della scadenza per la consegna delle liste».  Il dente avvelenato c'è e si fa sentire. «Mi è stata negata la possibilità di difendermi dalle accuse presenti nella mozione di sfiducia nella sede opportuna - continua -. Così come hanno impedito alle opposizioni, votate dal 44% degli elettori, di partecipare al dialogo». I veri motivi della sua "cacciata", comunque, Borghi li elenca sulle dita di una mano. Sono tre e corrispondono ai nomi di tre aziende locali: l'Acquedotto del Fiora, la Rama e il Coseca. «Nessuno in provincia le ha mai toccate - dice -. Contro il Fiora ho fatto una mozione che lo obbligava ad intervenire su alcuni versamenti fognari. Ci hanno fatto causa e il Tar ci ha dato ragione. Nella nuova convenzione della Rama ho fatto risparmiare al comune 80.000 euro e il Coseca, a tutt'oggi, non ci ha ancora dato la cifra del contratto di servizio. E' vero che i Comuni sono soci di queste aziende, ma questo non significa che non possiamo denunciarne i difetti».  Ma Borghi non intende ancora mollare la presa. Prima del voto di sfiducia confida che avrebbe voluto far approvare dalla giunta alcuni punti, come la variante al piano urbanistico e il rifacimento nel manto del campo da tennis. «Proverò a portarli a termine comunque, se il regolamento me lo consente». Infatti la normativa prevede che in attesa della nomina di un commissario (che dovrebbe avvenire fra 20 giorni) il sindaco rimanga in carica con poteri limitati. Se la prefettura dà il via libera, la strategia del sindaco prevede la riformazione di una giunta in grado di deliberare. Con Borghi sono rimasti due assessori: Daniele Tonini e Gianfranco Mazzi, assessore esterno al bilancio. Con l'inserimento di un altro elemento, Andrea Biondi, consigliere Sel, la giunta avrebbe il numero per chiudere questi punti.

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