Il Tirreno

Grosseto

Tremano le cooperative del terzo settore per la mancanza di trasferimenti dallo Stato

Scure sui servizi sociali

Francesca Ferri
<b>I TAGLI.</b> Colpiranno soprattutto i settori dell&#146;assistenza
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I TAGLI. Colpiranno soprattutto i settori dell’assistenza

Meno ore di assistenza nelle case di riposo

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 GROSSETO. Si chiama "terzo settore" ma per la vita quotidiana di migliaia di persone è così importante da guadagnarsi facilmente il primo posto assoluto. Eppure per il settore sociale, quello che assiste gli invalidi, procura lavoro ai disabili, fa compagnia a chi è solo, porge una mano agli anziani, accende una speranza in chi non potrebbe tirare avanti, il destino è segnato. Il Governo taglia i soldi che servono a mandare avanti la macchina e in Maremma tremano migliaia di famiglie. E le prime avvisaglie si sono già sentite nelle case di riposo, dove sono diminuite le ore di assistenza in convenzione e in alcuni casi sono state bloccate le iscrizioni di nuovi utenti.  Il prossimo anno 320 milioni di euro che dalla Regione dovevano arrivare ai Comuni saranno tagliati. Di questi, 27 milioni erano destinati al fondo per la non autosufficienza mentre poco meno di 40 milioni dovevano andare ai servizi sociali in genere. Soldi che, attraverso convenzioni con cooperative sociali, fondazioni o associazioni, mandano avanti case di riposo, assistenza domiciliare, centri diurni per anziani e disabili, servizi educativi per l'infanzia. Oppure aiutano chi non riesce a pagare l'affitto. Dal 2012 in poi, i tagli alle Regioni saranno ancora più massicci, di ben 350 milioni di euro mentre, se si calcola anche quanto arriva direttamente dallo Stato a Comuni e Province, ai cittadini toscani mancheranno in tutto 470 milioni di euro solo nel 2011.  «Il mondo della cooperazione sociale - spiega Antonio Terribile, presidente di Legacoop Grosseto - è sulle spine. I tagli avranno una ricaduta drammatica». «Tanto più - spiega Fabrizio Boldrini, direttore della Società della Salute grossetana - che arrivano dopo due anni in cui anche il fondo nazionale per le politiche sociali è stato tagliato del 70%. Non nascondo che sul fronte delle povertà e del sostegno alla genitorialità siamo più carenti perché mancano le risorse».  Non un grido d'allarme, dunque, ma un sos di chi vede già il naufragio all'orizzonte. «Dalle notizie che ho - aggiunge Terribile - di recente ci sono state riduzioni parziali delle ore in convenzione alle associazioni temporanee d'impresa delle coop Arcobaleno, Uscita di Sicurezza e Porta Aperta, ma non sarebbero gli unici casi. Per ora la situazione si gestisce, ma c'è grande preoccupazione per quanto potrebbe succedere da gennaio 2011 ad esempio se la Regione non troverà risorse per coprire il taglio governativo di 30 milioni al fondo per la non autosufficienza. In alcune realtà c'è stato un blocco sostanziale degli ingressi nelle Rsa».  Nel 2010 solo a Grosseto è stato di 2 milioni di euro l'investimento nella sola assistenza domiciliare; mezzo milione è servito per i non autosufficienti con handicap. «A questo punto - spiega Boldrini - il dilemma è: dove taglierà la Regione? Sul sociale, sui trasporti o sull'istruzione? E come reagiranno i Comuni? Finora c'erano a disposizione 44 euro pro capite di contributo per residente. Riusciranno i Comuni a mantenere queste cifre? Non è una tragedia, è un collasso».

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