Attenzione
«Scelta la via più semplice, la fuga»
Gabriele Baldanzi
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SINDACO. Massimo Borghi3 MINUTI DI LETTURA
«Hanno cambiato idea. Hanno preferito evitare il consiglio comunale, un confronto franco davanti ai cittadini. Questa è una fuga... Era preferibile l'atto politico della sfiducia con il dibattito pubblico». Massimo Borghi misura le parole. «Ma ci saranno altre occasioni, per informare su queste vicende». Aveva immaginato un epilogo così?
«Sapevamo che mercoledì sera era in programma una riunione con il segretario provinciale del Pd e penso abbiano parlato di questa soluzione: le dimissioni dei consiglieri. Per loro è una strada più semplice».
Ha influito il fatto che la direzione provinciale del Pd, al di là dei proclami, non ha sostenuto in modo compatto la decisione del territorio? «Penso che lo smarcarsi di alcune persone, il tacere o l'assentarsi di altre, abbia quantomeno innervosito chi aveva lavorato alla mozione di sfiducia con tanto zelo, dando un po' la misura della distanza tra il Pd di Gavorrano e il resto del mondo. O forse hanno temuto che qualcuno potesse ripensarci...». Farà un'assemblea pubblica invece del consiglio? «Non ho avuto ancora il tempo di valutare questa possibilità. Sono comunque due cose diverse. Di sicuro avremo la premura di far conoscere - a chi vorrà ascoltarci - ogni risvolto di questa interruzione del mandato. Saremo tra la gente ogni giorno da qui al voto».
La capogruppo Mondei, Claudio Sozzi, Paolo Balloni. Secondo Borghi chi sceglierà il Pd come candidato? «Ma davvero sono questi i i nomi che circolano? Mi sembra prematuro. Per il Pd di Gavorrano è una crisi al buio. Non penso ci siano oggi persone in pole position». Tornasse indietro rifarebbe tutto? «Non ho mai detto di non avere colpe. Però molte meno di quelle che mi vengono date». Come spiega il fatto che decine di persone, addetti ai lavori e non, anche fuori dal territorio, in modo trasversale, le hanno espresso sostegno? «Quando un sindaco viene mandato a casa dopo 14 mesi di lavoro c'è qualcosa che non quadra. E chi ragiona un attimo sulla grave crisi che si è aperta a Gavorrano non può non comprenderne le radici».
Da chi si sente maggiormente tradito? «Nei giorni scorsi ho visto in tv la conferenza stampa in cui si presentava la sfiducia a Borghi; c'erano facce che sembravano fuori posto, qualcuno con gli occhi bassi. Tra i 9 consiglieri che si sono dimessi ho amici d'infanzia, ragazzi che stimavo e che so essere persone per bene. Siamo in un paese. Con molti di loro, anche dopo questa brutta storia, ci saranno sempre comunanze».
Tornerà dipendente del Comune di Gavorrano?
«Sì, non appena arriva il commissario. Senza problemi».
Ultima domanda. Ha visto il documento del Pd che annuncia le dimissioni? «Siamo sulla falsariga dei documenti precedenti. Leggo accuse rivolte al sindaco sul piano personale a cui non ho difficoltà a replicare: 1) ho utilizzato il sito istituzionale del Comune non per fini propagandistici ma esclusivamente per lanciare un messaggio di serenità ai miei concittadini; 2) il consiglio comunale previsto per il 25 settembre, viste le numerose richieste di cittadini che avrebbero voluto assistervi, era mia volontà convocarlo fuori dal palazzo comunale (probabilmente al Cinema Roma di Bagno) dopo aver ricevuto l'autorizzazione, come prevede il regolamento, da parte della conferenza dei capigruppo".
«Sapevamo che mercoledì sera era in programma una riunione con il segretario provinciale del Pd e penso abbiano parlato di questa soluzione: le dimissioni dei consiglieri. Per loro è una strada più semplice».
Ha influito il fatto che la direzione provinciale del Pd, al di là dei proclami, non ha sostenuto in modo compatto la decisione del territorio? «Penso che lo smarcarsi di alcune persone, il tacere o l'assentarsi di altre, abbia quantomeno innervosito chi aveva lavorato alla mozione di sfiducia con tanto zelo, dando un po' la misura della distanza tra il Pd di Gavorrano e il resto del mondo. O forse hanno temuto che qualcuno potesse ripensarci...». Farà un'assemblea pubblica invece del consiglio? «Non ho avuto ancora il tempo di valutare questa possibilità. Sono comunque due cose diverse. Di sicuro avremo la premura di far conoscere - a chi vorrà ascoltarci - ogni risvolto di questa interruzione del mandato. Saremo tra la gente ogni giorno da qui al voto».
La capogruppo Mondei, Claudio Sozzi, Paolo Balloni. Secondo Borghi chi sceglierà il Pd come candidato? «Ma davvero sono questi i i nomi che circolano? Mi sembra prematuro. Per il Pd di Gavorrano è una crisi al buio. Non penso ci siano oggi persone in pole position». Tornasse indietro rifarebbe tutto? «Non ho mai detto di non avere colpe. Però molte meno di quelle che mi vengono date». Come spiega il fatto che decine di persone, addetti ai lavori e non, anche fuori dal territorio, in modo trasversale, le hanno espresso sostegno? «Quando un sindaco viene mandato a casa dopo 14 mesi di lavoro c'è qualcosa che non quadra. E chi ragiona un attimo sulla grave crisi che si è aperta a Gavorrano non può non comprenderne le radici».
Da chi si sente maggiormente tradito? «Nei giorni scorsi ho visto in tv la conferenza stampa in cui si presentava la sfiducia a Borghi; c'erano facce che sembravano fuori posto, qualcuno con gli occhi bassi. Tra i 9 consiglieri che si sono dimessi ho amici d'infanzia, ragazzi che stimavo e che so essere persone per bene. Siamo in un paese. Con molti di loro, anche dopo questa brutta storia, ci saranno sempre comunanze».
Tornerà dipendente del Comune di Gavorrano?
«Sì, non appena arriva il commissario. Senza problemi».
Ultima domanda. Ha visto il documento del Pd che annuncia le dimissioni? «Siamo sulla falsariga dei documenti precedenti. Leggo accuse rivolte al sindaco sul piano personale a cui non ho difficoltà a replicare: 1) ho utilizzato il sito istituzionale del Comune non per fini propagandistici ma esclusivamente per lanciare un messaggio di serenità ai miei concittadini; 2) il consiglio comunale previsto per il 25 settembre, viste le numerose richieste di cittadini che avrebbero voluto assistervi, era mia volontà convocarlo fuori dal palazzo comunale (probabilmente al Cinema Roma di Bagno) dopo aver ricevuto l'autorizzazione, come prevede il regolamento, da parte della conferenza dei capigruppo".
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