Attenzione
Rossi difenda la Montana
◗
MONTE AMIATA. La Comunità rischia di scomparire Ulivieri scrive al presidente della Regione
2 MINUTI DI LETTURA
ARCIDOSSO. Dopo il governo centrale anche la regione Toscana ipotizza di svuotare di competenze le Comunità Montane. Ma l'Amiata grossetana dice no. A parlare è il presidente della Comunità Montana Amiata Grossetana, Franco Ulivieri che scrive ad Enrico Rossi, presidente della Regione una lettera aperta in cui chiede che «la Regione Toscana, chiamata, nei prossimi mesi, ad attuare la trasformazione dei sistemi locali richiesta dai provvedimenti governativi, mantenga nel suo ordinamento i presupposti del sistema di governo locale. Il ragionamento di Ulivieri è il seguente: «Decretano la conclusione dell'esperienza delle Comunità Montane, approvando il documento di programmazione economico-finanziaria per l'anno 2011, prevede il superamento delle Comunità Montane quale forma associativa di funzioni e servizi comunali». Ulivieri richiama Rossi a valutare alcune considerazioni, che nel caso specifico degli enti montani, Amiata in primis, vanno tenute in debito conto e di cui i passaggi salienti sono: è essenziale mantenere un modello di organizzazione del territorio che ha dimostrato efficienza ed efficacia, rafforzando la coesione sociale e dimostrando un forte radicamento con le comunità amministrate. «Le Comunità Montane, le Unioni Speciali di Comuni hanno finito per costituire un sistema di governance istituzionale locale volto a sviluppare e valorizzare le specifiche risorse e potenzialità del territorio montano - scrive Ulivieri - capace di sollecitare un rapporto di collaborazione e cooperazione tra gli attori rappresentativi dei diversi interessi presenti: sociali, economici, istituzionali, ambientali. Un modo di amministrare virtuoso basato sulla solidarietà tra Comuni anche se amministrati da diverse ed alterne fazioni politiche, con l'obiettivo di dare risposte omogenee ed unitarie ai bisogni provenienti da un territorio di per se stesso omogeneo. Un metodo che ha consentito di stare vicino alla gente, di condividere con essa, attraverso azioni avanzate di partecipazione, esigenze e soluzioni; di percepire e rappresentare al meglio i bisogni e gli interessi collettivi della intera comunità amministrata. Ritengo esigenza fondamentale - chiede a Rossi - che l'ordinamento regionale ridisegnato conservi i livelli intermedi di governo territoriale rappresentati in organismi quali le Unioni speciali di Comuni o in forme istituzionali equivalenti nei confronti delle quali continui a conferire le funzioni di competenza regionale e le sostenga attraverso adeguate forme di incentivazione nella gestione associata di servizi e funzioni comunali. È in questo senso che sollecito un'iniziativa che rivendichi il primato della politica sulle indicazioni della tecnocrazia». F. B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
