Il Tirreno

Grosseto

LETTERA AL PM

«Non siamo criminali e siamo contro lo sballo»

Giancarlo Cecconi

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Egregio dottor Gliozzi, Le scrivo con la speranza che voglia dedicare a questa lettera un poco di attenzione. Sono 2 anni che lotto per difendere la nostra dignità e quella di chi, come noi, viene assurdamente scambiato per un criminale o per un drogato. Sinceramente, continuo a rimanere stupefatto di come non vengano prese in considerazione le qualità dell'individuo e di come questi sia invece soggetto a semplici norme che, avendo un potere temporale, variano di era in era e di epoca in epoca. Io, mia moglie e molti altri facciamo dell'uso della canapa un sacramento, in virtù della filosofia di vita che seguiamo. Questo può non essere condivisibile, ma dovrebbe essere tollerato se non vengono provocati danni alla società e all'individuo. In tutte e due le vicende che abbiamo dovuto affrontare, i primi a rendersi conto dell'anomalia legislativa sono stati proprio i carabinieri, che dopo aver constatato di come la nostra vita fosse ineccepibile da un punto di vista fiscale, sociale e sanitario, con rammarico dovettero portare a termine l'operazione per la quale erano preposti. Parlare di legalizzazione ci sembra un obiettivo illusorio e quello che in verità vorremmo è tolleranza attraverso una regolamentazione della coltivazione domestica. Siamo sempre stati in prima linea nella lotta contro l'uso delle droghe e non abbiamo mai assunto polveri, droghe chimiche, superalcolici o psicofarmaci e continuiamo a batterci contro il "culto dello sballo" e le nefaste conseguenze nel mondo giovanile.

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