La manifestazione
Gingillo fa volare il Monumento
Fiora Bonelli
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LA CORSA Zedde portato in trionfo dai contradaioli del Monumento, il momento della caduta di Mureddu e larrivo vittorioso di Gingillo al traguardo Vittoria al cardiopalma, il cavallo di Borgo arriva scosso al traguardo
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CASTEL DEL PIANO. A Castel del Piano un palio rossoblù. La contrada del Monumento si porta in sede, al termine di una carriera dalla mossa sofferta e con una corsa al cardiopalma, il decimo palio, soddisfacendo così il suo desiderio di rivalsa nei confronti del Borgo, vincitore nel 2009. Giuseppe Zedde, dunque, detto Gingillo, dato come papabile alla vittoria in tutti i pronostici della vigilia, porta in contrada il drappo dipinto da Franco Fortunato, ma forse la sua vittoria non sarà ben digerita neppure dall'alleato Poggio, che continua ad essere la nonna e che credeva fortemente nella carriera 2010. Gingillo, partito dopo una mossa di 45 minuti, durante la quale il mossiere Bircolotti ha richiamato più volte i fantini all'ordine («Non siamo al tondino, siamo al canape», ironizzava il mossiere redarguendo le contrade Borgo e Storte che evitavano l'allineamento), nella quale non sono mancate scaramucce fra Poggio e Borgo, ha tenuto sempre la testa della corsa, inseguito da Borgo, da Poggio e poi, in coda dalle Storte, che sebbene avessero il cavallo migliore, secondo gli osservatori, tuttavia è partito in ritardo e ha mantenuto l'ultima posizione per tutti e 4 i giri. Il Borgo ha cercato di insidiare il Monumento, ma non è riuscito nell'intento di superarlo e anzi, all'ultimo giro Mureddu, detto Filuferro, è caduto (e portato al pronto soccorso di Castel del Piano, ma pare senza gravi conseguenze), lasciando il cavallo del Borgo arrivare scosso. Una corsa che ha fatto esultare i rossoneri e lasciato allibiti i contradaioli del Poggio convinti, fino all'ultimo, di poter issare il proprio fantino Virginio Zedde in trionfo e portarsi in contrada il cencio. Un cencio, però, che secondo le osservazioni scaramantiche della vigilia conteneva già il presagio della vittoria rossoblù, proprio nella prevalenza dei colori. E ancora il bellissimo drappellone e il suo autore sono stati al centro degli auspici favorevoli della vigilia che il popolo del Monumento aveva colto durante la cena di contrada, come racconta Marco Farmeschi, magistrato delle Contrade e appassionatissimo contradaiolo del Monumento, a cui non sfuggono i segni positivi e negativi che accompagnano i giorni del Palio: «Ieri sera - racconta - è venuto a trovarci l'autore del Palio durante la cena di contrada, così come è andato a far visita a tutte le altre tre. Noi gli abbiamo detto: "Grazie alla sua presenza, è come se sposassimo il drappellone per procura. La sua presenza in contrada e questa battuta è stata per noi un segno positivissimo. E infatti il matrimonio vero fra noi e il palio c'è stato stasera», esulta Farmeschi. Musi lunghi, invece, nel Borgo, dove ci si mangiano le mani per una possibilità sfumata malamente, perché il cavallo dei rosaviola era ottimo e poteva vincere. Ma la mossa è il momento clou. Chi parte prima in genere vince se ha un cavallo decoroso e un fantino che come Gingillo ha già vinto a Siena due pali. In migliaia hanno riempito la piazza Garibaldi e i lati delle transenne, nonostante fosse un giorno non festivo e nonostante un tempo minaccioso che ha scaricato acqua subito dopo pranzo, costringendo gli addetti a ripulire la pista, a togliere rena fradicia e a riempire il circuito con terra asciutta. Un grande lavoro per gli operai comunali e un grande lavoro anche per le forze dell'ordine, sebbene in piazza non vi siano stati scontri. Gran pubblico nel parterre: il sindaco aveva invitato le autorità provinciali, dal prefetto al direttore generale Asl 9, al presidente della Provincia, della Comunità montana, la Compagnia dei carabinieri.
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