Il Tirreno

Grosseto

Ancora code e proteste alle Poste

Ancora code e proteste alle Poste

Il sistema di consegna delle raccomandate non funziona

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GROSSETO. Ancora code e caos al nuovo, piccolo e inadeguato ufficio per il ritiro delle raccomandate, accanto alla stazione. E ancora non è arrivato il maltempo: sarà curioso capire come Poste intenderà gestire le lunghe code sotto la pioggia, visto che la sala d'aspetto, se si può chiamare tale, ospita al massimo 3 o 4 persone. Martedì, in coda, ce n'erano quasi un centinaio, c'è chi ha atteso ore per ritirare la propria busta. Eppure Poste ha deciso e non torna indietro: in fondo in coda ci stanno gli utenti, quindi, che problema c'è? Certo è che, mentre prima la coda almeno si faceva nel grande palazzo di piazza Rosselli, adesso va fatta sulla strada in piazza Marconi.

Il problema c'è dall'inizio di agosto. Poi pareva che l'orario prolungato avesse un po' calmato gli animi, ma le code adesso sono tornate, complice il gran numero di avvisi di raccomandate che la gente ha trovato in cassetta al rientro dalle ferie. E non manca chi lamenta anche "disservizi" da parte dei postini che, nella fretta, visto che sono sempre meno e quindi hanno "territori" sempre più ampi da coprire, invece di suonare e attendere preferiscono buttare in cassetta l'avviso, magari mal riempito. Molte le segnalazioni arrivate al giornale di persone che hanno trovato l'avviso in cassetta e erano in casa. Neppure uno squillo al campanello, tanto c'è piazza Marconi... (gf) Basta a personalismi e a candidature calate dall'alto, è ora di aprire un confronto leale e democratico. Già corrono voci di possibili candidati: Simiani, Alessandri, magari anche una terza persona; ma che tutti abbiano il coraggio e la passione di coinvolgere e di farci sapere cosa intendono fare, che si parli di valori e contenuti e si vada nei circoli a farsi conoscere e spiegare quale linea di programma per il territori si intende portare avanti. Ci vuole un esecutivo forte ma necessariamente condiviso, non basato sui posti da occupare ma su ciò che si deve fare, chi vuole un posto a sedere è pregato di fare un passo indietro. Al di là di tutte le correnti congressuali, noi dobbiamo essere il Pd unico e indivisibile.

Che il segretario sia condiviso da tutti e la direzione provinciale abbia tanta voglia di fare perché altrimenti i nostri iscritti ed elettori non ci capirebbero più. Noi non dobbiamo essere più quelli che si sono schierati con Dario Franceschini, Bersani, Marino alle primarie 2009 ma dobbiamo essere uomini e donne del Pd che pur provenendo da aree diverse daranno vita a un percorso di lavori condivisi, ritenendola una via, forse l'unica possibile, per costruire il vero Partito Democratico che sogniamo, e per cui ci battiamo tutti da anni. Insieme dobbiamo delineare una strada diversa da indicare all'Italia, un cammino che ci porti fuori dalla crisi economica che ci attanaglia, ma anche dalle emergenze legate alla mancanza di valori e di legalità. Noi del Pd abbiamo grandi valori che ci accomunano, perché pensiamo davvero che un'altra Italia sia possibile e che ciò dipenda solo da noi, dalle nostre capacità di coinvolgere, di parlare con la gente, di trasmettere la nostra visione del paese "non solo al momento del voto". Noi crediamo che esistano tante energie pulite, perbene e oneste che hanno voglia di costruire un futuro diverso, di rimettere le cose a posto e che si rifiutano di arrendersi. Noi crediamo che il declino, anche quello morale, non sia un destino inevitabile, perché non è vero che "sono tutti uguali". Noi siamo tra quelli che più hanno creduto nella nascita del Partito Democratico. E che più desiderano mescolare le proprie storie, tutte ugualmente belle, importanti e degne di nota. Noi pensiamo che la politica serva a risolvere i problemi delle persone e non il contrario. Non ne accettiamo più le incertezze, i tentennamenti e le involuzioni.

La buona politica dà risposte precise, facilmente comprensibili e che vanno dritte al cuore dei problemi. Per raccontare quello che succede, per comunicare la nostra idea di paese e contribuire così a realizzare gli obiettivi che ci accomunano, abbiamo e avremmo già dovuto da tempo stare tra la gente, tra i lavoratori che necessitano di aiuto ma non come la Croce rossa nelle emergenze ma sempre, come mezzo di vita quotidiana, questo dovrà essere nostro scopo. "Unire anziche difendere i nostri ruoli", dovremmo cercare in ogni luogo le idee e le proposte interessanti, utili e innovative per cambiare il nostro piccolo paese e se possibile l'Italia e le dobbiamo mettere a disposizione di tutti coloro che si riconoscono nei valori della solidarietà, e della nostra costituzione radice fondante della democrazia italiana, questi saranno i valori che porteremo avanti e tutti potranno dare il proprio contributo.

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