Sicurezza
Ingiurie. Confermata una sentenza del giudice di pace
Quando il "vaffa" è ripetuto non si tratta di un semplice sfogo
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GROSSETO. Un solo "vaffa"? Non fa testo, specie se è liberatorio. Ma se è ripetuto, il discorso cambia. C'è volontà di offendere l'onore e il decoro e, dunque, la condanna è giusta. Lo scrive il giudice Michele Addimandi nelle motivazioni della sentenza, adesso depositate, che confermano quanto stabilito dal giudice di pace nel giugno 2009. La condannata - che aveva presentato appello - è una donna di 39 anni, abitante a Grosseto, protagonista insieme a un'altra donna - che aveva sporto querela - di una controversia condominiale. I fatti sono del lontano 2003. Nel febbraio di quell'anno, l'imputata avrebbe apostrofato la donna: «Non mi rompere i c..., non mi devi rompere il c..., non sono nemmeno le dieci, vaffa». E poi: «Chiama i vigili, la polizia, chi ti pare, basta che non mi rompi il c..., vaffa». La difesa aveva lamentato la mancanza di un riscontro di credibilità oggettiva e soggettiva tali da poter attribuire una valenza di prova; aveva anche individuato quelle frasi come uno «sfogo», simmetrico al comportamento eccessivo della persona offesa, considerato anche il mutamento del linguaggio comune; e aveva infine lamentato la mancanza di una trattativa preliminare tale da ricomporre bonariamente la vicenda. Il dottor Addimandi ritiene però corrette le valutazioni del giudice di pace, che ha tratto «conclusioni inattaccabili». Riconduce l'episodio a un dissidio condominiale che pure è deprecabile. E trova conferme oggettive e rilevanti alle parole della persona offesa. «Qui non si discute della pronuncia di una sola parola ("vaffa") pronunciata una sola volta con intento, per così dire, quasi liberatorio o volto a troncare l'incontro o la discussione che dir si voglia, bensì di una pronuncia reiterata, accompagnata da ulteriori espressioni di contorno univoche e accessorie alla detta parola», scrive il giudice motivando la sentenza emessa il 29 aprile. È vero poi che il linguaggio si sta modificando in negativo, anche se non in modo così generalizzato: e comunque l'unico precedente non è assimilabile, perché riguarda due consiglieri comunali in seduta. P.S.
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