La protesta
Il peschereccio non è stato ancora rimosso, intervento dei pompieri-sommozzatori
Lo Yuba a dieci metri di profondità
Renzo Wongher
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IL RECUPERO. Dello Yuba 2 MINUTI DI LETTURA
PORTO S.STEFANO. Il motopesca Yuba è stato strappato dalle rocce che lo imprigionavano ai piedi della scogliera di Calamoresca. Ora è adagiato su un fondale di 10 metri e non rischia più di essere sbattuto sulla scogliera da una eventuale mareggiata perché a 10 metri di profondità il moto ondoso è quasi impercettibile. Soltanto una forte libecciata potrebbe farsi sentire a quella quota. Purtroppo le previsioni meteo-marine danno per domani il vento in rotazione da sud-est a sud-ovest e mare molto mosso. Tra l'altro il libeccio impedirebbe qualsiasi operazione in mare in quanto Calamoresca è proprio esposta a quella traversia. Questa mattina a disincagliare il peschereccio sono stati il motopesca "Nuova Provvidenza" coadiuvato dall'imbarcazione "Marea". Sono intervenuti anche i vigili del fuoco sommozzatori di Livorno trasportati sul posto da un mezzo navale della guardia costiera. I sub hanno ispezionato lo scafo ed hanno riferito di aver constatato che la carena dello Yuba è molto danneggiata. Ieri sera, in banchina, gli esperti affermavano che il recupero del natante è possibile riportandolo in posizione di galleggiabilità con il sistema dei palloni gonfiati all'interno dello scafo e con un telo inchiodato sopra le parti dell'opera viva danneggiate. A quel punto pompando in continuazione l'acqua di mare, il peschereccio potrebbe essere trainato in porto e messo a secco. Per l'armatore questo affondamento rappresenta un durissimo colpo sotto l'aspetto finanziario; non solo ha perso il natante, ma a termini di legge, deve provvedere a rimuoverlo. Un ingiunzione in tal senso gli è stata fatta recapitare dall'autorità marittima. Dal comandante del Circomare Giorgia Capozzella, abbiamo appreso che è stato scongiurato qualsiasi pericolo di inquinamento grazie all'intervento dell'unità disinquinante "Ecogiglio". Comunque la zona del sinistro continua ad essere controllata dai mezzi navali della Guardia costiera.
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