Il Tirreno

Grosseto

Il pm presenta ricorso contro la libertà di Pesucci

Pierluigi Sposato
Il pm presenta ricorso contro la libertà di Pesucci

2 MINUTI DI LETTURA





Il sostituto procuratore Stefano Pizza ha presentato ricorso contro le decisioni del Tribunale che hanno fatto cessare ogni misura restrittiva nei confronti di Elismo Pesucci. Il ricorso sarà discusso il 26 settembre davanti al Tribunale della libertà di Firenze. L'ex sindaco di Campagnatico, poi funzionario comunale, era stato arrestato nell'estate 2009 nell'ambito dell'inchiesta "Amici Miei". Il 20 gennaio scorso, al termine della prima udienza del processo, aveva potuto lasciare anche gli arresti domiciliari, ma il Tribunale gli aveva imposto di allontanarsi dal territorio di Campagnatico e di sospendere qualsiasi attività legata al suo ruolo di funzionario in Comune. Anche se il pm si era dichiarato contrario, il 29 gennaio il Tribunale - su istanza della difesa - aveva ritenuto di poter modificare la misura per consentire a Pesucci di dimorare a casa sua, alla Fronzina di Arcille.

Il 7 aprile scorso il collegio aveva disposto la cessazione della misura interdittiva della sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio, confermando la possibilità di dimora ad Arcille. Ancora su istanza del difensore Bruno Leporatti, il 19 giugno scorso il Tribunale aveva revocato il divieto di dimora e dopo pochi giorni Pesucci aveva ripreso l'attività lavorativa. Il pm titolare dell'indagine non è evidentemente d'accordo e ha impugnato la decisione, ritenendo verosimilmente che il semplice trascorrere del tempo non abbia inciso nulla.  Il processo si riaprirà il 3 novembre, quando dovrebbero essere pronti i rinvio a giudizio di altri imputati. Così venne deciso a gennaio quando la difesa dell'ex sindaco di Campagnatico invocò la trattazione unitaria, parificando questo procedimento agli altri che all'epoca erano ancora in fase di indagini preliminari. Il Tribunale approvò e sospese i tempi di prescrizione per Pesucci. Così il presunto corrotto (Pesucci) sarà giudicato insieme al presunto corruttore, come aveva chiesto la difesa. L'avvocato Leporatti aveva in sostanza parlato di un processo carente e aveva chiesto la nullità del decreto di citazione di questo procedimento, che si svolge con il rito immediato, segnalando la mancanza del "giudicato cautelare"", ritenuto presupposto indispensabile della richiesta di rito immediato, perché né a lui né all'imputato era stata notificata - e dunque non avevano potuto ricorrere in Cassazione - l'ordinanza del Tribunale del riesame di Firenze che ad agosto 2009 confermava le prime misure. Richiesta respinta all'epoca dai giudici. Il Comune di Campagnatico potrà costituirsi parte civile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa