Il Tirreno

Grosseto

«Al giusto prezzo cedo i terreni»

«Al giusto prezzo cedo i terreni»

Il titolare della tenuta Poggione è l'unico proprietario dell'area

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GROSSETO. Dal nuovo ospedale al Terzo, una soluzione è possibile. «Con il dialogo e il buon senso si risolvono tutti i problemi» dice Francesco Lemarangi, imprenditore agricolo, proprietario della tenuta Poggione, in sostanza tutti i terreni che vanno dalla Senese fino a Roselle. Lemarangi, in una lunga intervista al Tirreno, affronta due nodi che interessano la collettività, ma che al tempo stesso lo toccano anche da vicino. La sua attività spazia su più fronti: dall'agricoltura tradizionale al vivaismo, dall'allevamento fino anche all'immobiliare.  Come state vivendo questo periodo di crisi dell'economia? «Soffriamo come tutti, forse più di altri, viste le prospettive poco rassicuranti per il mondo dell'agricoltura. È anche vero che la tenuta Poggione ha la fortuna di essere collocata all'interno della città e questo le dà il vantaggio di poter avere anche altre entrate, soprattutto dall'attività immobiliare».  E qui spuntano i problemi... «Certo. Abbiamo molte questioni aperte con i vari Enti. Ricordo l'espansione della caserma Savoia, ancora tutta da definire; il Regolamento urbanistico, le cave, le terme, la nuova autostrada, la ciclabile, il parco archeologico, il nuovo ospedale. I fronti da chiarire sono parecchi».  Il nuovo ospedale è argomento proprio di questi giorni. «Leggo spesso sui giornali notizie in merito. L'ultima proprio ieri dalle righe del vostro giornale. Sinceramente, come proprietario delle aree e come cittadino, qualche preoccupazione ce l'ho perché, per quanto ci siano stati negli ultimi tempi apprezzabili accelerazioni, mi sembra che si siano ridotti un po' all'ultimo momento per definire la questione».  La tenuta Poggione, in un certo senso, è al centro della vicenda. «Consideri che il Comune e la Asl sono in una situazione molto agevolata e fortunata. L'intera area di espansione è di un unico proprietario - quindi tutto si risolve con un'unica procedura espropriativa -. Cosa sarebbe successo se avessero dovuto trattare con decine di persone diverse? In più, la volontà del proprietario, cioè del sottoscritto, è di cedere bonariamente i terreni, come più volte comunicato per iscritto a chi di competenza».  Dov'è il problema allora? «Il tutto si riduce al riconoscimento di un equo indennizzo. Detto in altri termini, a quanto denaro mi sarà offerto. Consideri che, anche qui, la strada per la Asl è spianata. Il 29 luglio scorso, nel massimo spirito collaborativo, ho comunicato il valore del terreno (sono 6,85 ettari, per un milione di euro a ettaro, ndr), così come risulta già ufficialmente dal 2008 all'Agenzia delle Entrate. Valore sul quale già ho pagato le tasse e sul quale annualmente viene calcolato il valore Ici. Tutto molto lineare e trasparente. Vedremo».  Perché "vedremo"? «Come ho detto, il dialogo e il buon senso portano sempre alla soluzione dei problemi. Non ho dubbi che il senso di responsabilità di tutti, a cominciare dal mio, debba prevalere. Aspetto gli atti e di essere convocato. Ho letto l'importante e responsabile dichiarazione del sindaco in cui dice che eventuali problemi sulla realizzazione dell'ospedale non sono legati all'esproprio; in più, che vogliono cogliere la mia offerta di cessione volontaria. Questo è il migliore inizio».  E se non ci fosse accordo sulle cifre? «Perché vuole paventare scenari che ritengo assurdi? La città, purtroppo, è già troppo piena di contenziosi. Si legge delle Terme pubbliche, dei due centri commerciali, del Terzo, ed altro. Anche in questo caso ci potrebbero essere gli strumenti legali per bloccare o quanto meno far slittare notevolmente i tempi. Ma è uno scenario assurdo considerando, in più, che si tratta di un ospedale».  Ha citato il Terzo... «Qui, purtroppo, perdo un po' di serenità. Il Terzo per anni, a detta dello stesso sindaco, a noi e ad altri, ha condotto una concorrenza sui generis, non foss'altro per il suo carattere di azienda pubblica. A ciò si aggiunga che il nostro interesse per l'acquisto del Terzo Nord non è stato preso in considerazione. In ultimo, cosa che ritengo più grave delle altre, il Terzo ha una situazione debitoria nei nostri confronti, che ancorchè di poche migliaia di euro, ci costringerà il 20 di settembre a citarlo in tribunale. Si consideri che, sempre nella convinzione che sia sempre meglio arrivare ad una intesa piuttosto che ad uno scontro, abbiamo proposto una soluzione transattiva, accontentandoci di essere liquidati in piante invece che in denaro; piante che lo stesso Terzo ha difficoltà a vendere. Spero che anche qui alla fine prevalga il buon senso». (g.f.)

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