Attenzione
«Via dal museo il nome di Alberto»
Antonello Carrucoli
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MUSEO. Lentrata del museo a Pitigliano e il maestro Alberto Manzi La vedova protesta: «E' tenuto malissimo. E non ha senso se sarà esumato»
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PITIGLIANO.Il museo all'aperto "Alberto Manzi" venne inaugurato il 3 luglio 2004 in un contesto di rara bellezza qual è la zona del Gradone, con l'omonima via cava, le tombe etrusche e il torrente Meleta. Il maestro Alberto Manzi, tra il 1995 e il 1997, aveva progettato il museo all'aperto articolato in tre sezioni: etrusca, ebraica e della civiltà contadina. Tutto ciò doveva essere funzionale non «soltanto per arricchire la conoscenza, ma anche come strumento di sviluppo di un turismo che vuole, insieme al momento ricreativo, soddisfare la curiosità cognitiva che alberga in ciascuno di noi. Il museo all'aperto vuole essere luogo di risposta, luogo dove viene soddisfatto il desiderio di conoscere che muove sempre il visitatore». Questi erano alcuni degli intenti di Manzi la cui moglie, Sonia, è fortemente critica per lo stato in cui versa attualmente il museo. «Che senso ha - si chiede la signora Manzi - mantenere il nome di mio marito ad un luogo bellissimo dal punto di vista storico-naturalistico, quando poi lo stesso risulta in uno stato di abbandono? Alcuni commenti lasciati sul quaderno delle visite sono lapidari: qualcuno ha lasciato scritto: "Un po' trascurato, mancano i fondi? Scrivetemi una mail, cercherò di portare il problema in Europa". Altri lamentano indicazioni insufficienti, mancanza di posti a sedere per riposarsi lungo il percorso, i corrimano da completare. Il museo non è concluso come da progetto: tanto per essere brevi mancano i manichini nelle capanne, gli utensili, un'area dedicata al lavoro dell'archeologo, un'altra ai danni provocati dai tombaroli. Il nome di mio marito doveva essere funzionale a sollecitare la memoria storica dell'uomo Alberto Manzi e, di conseguenza, valorizzare l'intero sito che, ad oggi, è alquanto trascurato; perchè non si prendono adeguate iniziative per valorizzarlo?» «Anni fa - prosegue la vedova - mi hanno contattato affinchè fornissi ai gestori del museo l'elenco dei libri di Alberto richiesti dei visitatori. Un mese fa ho trovato il coraggio di andare a constatare personalmente le condizioni del museo e lì ho verificato che fra i libri a disposizione si trovavano di qualsiasi genere, compreso quello dei funghi, ma non un libro di Alberto. Che senso ha tenere un museo con il nome di Alberto Manzi? Qualsiasi nome può andar bene. Questa situazione mi aveva portato a pensare di avere un incontro con il sindaco per chiedere che il nome di mio marito scomparisse dal museo, perchè non lo rappresentava, né dal punto di vista progettuale, né dal punto di vista della sua memoria personale». «A questo punto - conclude la signora Sonia considerando che le spoglie di Alberto dovranno essere riesumate, non c'è più motivo che resti il suo nome in luogo di sicura bellezza, ma abbandonato».
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