Il Tirreno

Grosseto

AUTOSTRADA

La Sat non vuol farsi carico della viabilità alternativa

Valentino Bisconti   Consigliere provinciale Sel

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Dopo decenni di discussioni e confronti ed una volta raggiunto l'accordo tra gli enti locali, ed avuto il parere positivo del Cipe, unico parere tutt'ora esistente, il sindaco-Ministro Matteoli e tutto il governo Berlusconi rimettono in discussione, solo per premiare la Sat dal punto di vista economico e finanziario, la questione del corridoio tirrenico. Con l'ultima decisione del Governo di rinnovare la concessione a Sat tagliando completamente il valore di subentro dell'autostrada nel momento in cui, scaduta la convenzione, l'infrastruttura sarebbe passata allo Stato, Berlusconi, Matteoli e Tremonti avrebbero di fatto deciso di scaricare tutti i costi della realizzazione sulle popolazioni locali. Con il valore di subentro a zero è evidente che Sat non avrebbe più l'interesse economico a realizzare l'autostrada secondo l'attuale progetto approvato dal Cipe.  Quindi di fatto la Sat è interessata a proporre un tracciato diverso utilizzando la strada statale Aurelia, di proprietà di tutti i cittadini, trasformandola in un'autostrada privata a pedaggio. L'obiettivo di Sat pertanto sarebbe quello di non realizzare una viabilità alternativa ed obbligare tutti i residenti dopo 5 anni al pagamento del pedaggio, catturando tra l'altro flussi maggiori di traffico rispetto a quelli previsti dal progetto.  Il tutto per la gioia della Sat, e del governo Berlusconi-Matteoli che senza mettere un euro trasformeranno una infrastruttura con i soldi dei maremmani. Tutto ciò è inaccettabile perché i maremmani devono avere una viabilità paragonabile all'attuale per i loro spostamenti lungo tutta la provincia dal nord a sud; perché tale libertà di movimento non può essere a pagamento; e perché la Sat non darebbe nessun controvalore rispetto all'utilizzo di una strada statale che diventerebbe di fatto privata. Da tutto ciò emerge che il cambiamento di rotta del governo e della Sat sui tracciati non dipendono da motivi di ordine paesistico-ambientale ed urbanistico territoriale ma da motivi puramente economico finanziari. L'obiettivo è quello di spendere meno, soprattutto nel non realizzare la viabilità alternativa, e guadagnare di più nell'obbligare tutti gli abitanti della provincia di Grosseto, a pagare prima o poi, il pedaggio per i loro spostamenti. Se veramente il Governo vuole utilizzare l'Aurelia allora se ne facesse carico, mettesse a disposizione le risorse per metterla in sicurezza e mantenerla pubblica.

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di Redazione web