Il Tirreno

Grosseto

Boom di assegni e titoli protestati

Gabriele Baldanzi
<b>CAOS EFFETTI.</b> Da luglio gli effetti bancari devono essere pagati lo stesso giorno della scadenza e questo nuovo sistema sta creando non pochi problemi alle imprese della provincia
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CAOS EFFETTI. Da luglio gli effetti bancari devono essere pagati lo stesso giorno della scadenza e questo nuovo sistema sta creando non pochi problemi alle imprese della provincia

Cambiano le regole per le ricevute, ma tanti imprenditori non lo sanno

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 GROSSETO. Imprenditori e amministratori di imprese si lamentano nei confronti delle banche attraverso le associazioni di categoria. Sì, non è una novità assoluta, anzi solitamente non fa notizia, ma stavolta è diverso. Il 5 luglio c'è stato un autentico sconvolgimento delle modalità di scadenza per i pagamenti delle ricevute bancarie per effetto di una Direttiva Europea.  La stessa che dal 1º marzo ha introdotto una serie di novità per le valute di bonifici e carte di pagamento. Se per il cittadino questo non ha comportato grandi cambiamenti, per le imprese ci sono state sgradite sorprese.  Cna denuncia. Cosa è successo ce lo spiega Renzo Alessandri (direttore di Cna). «Dal 5 luglio 2010 i pagamenti effettuati a mezzo di ricevute bancarie devono essere effettuati, coperti, entro la data di scadenza scritta sulla ri.ba e l'ordine per il pagamento pervenire all'istituto di credito entro l'orario di sportello della data di scadenza. E' una novità importante, che ha provocato insoluti clamorosi, anche in provincia di Grosseto. Da decenni, infatti, per una buona fetta di imprese, il cosiddetto cliente debitore, c'era la possibilità di onorare la ri.ba. entro il terzo giorno lavorativo dalla data di scadenza.  E questo, in un sistema come il nostro che utilizza le ri.ba a saldo di fatture, con la consuetudine di emetterle a X giorni dalla data di fatturazione e di solito a fine mese, significava per il debitore la possibilità di utilizzare i giorni in più, rispetto alla data di scadenza, per elaborare a sua volta ricevute bancarie attive da poter anticipare, così da avere la disponibilità finanziaria a pagare le ricevute passive.  In pratica c'erano due giorni di tempo per recuperare liquidità dai propri clienti e pagare i fornitori».  Esempio. Ecco, dal 5 luglio tutto questo non è più possibile: da quella data infatti le ri.ba devono essere tassativamente pagate - come detto - entro la data di scadenza e quelle non saldate vengono considerate insolute dalle banche già il giorno successivo alla scadenza.  Facciamo un esempio: se a fine marzo sono state emesse fatture che prevedevano come condizione di pagamento "ri.ba 120 gg fine mese", esse avranno avuto come scadenza il 31 luglio 2010, rientrando quindi nella nuova normativa. Ciò significa che il cliente doveva disporre della liquidità sufficiente a onorare la scadenza tassativamente entro quella data; se non aveva prestato sufficiente attenzione alle nuove norme, ha avuto la ri.ba insoluta.  Mancata informazione. «Il problema non è di poco conto - prosegue Alessandri - ed ha infatti investito, solo in Maremma, un numero consistente di clienti.  In molti infatti avevano l'abitudine di effettuare fatturazioni a fine mese, o per scarsa organizzazione, o per tentare di guadagnare qualche giorno di valuta, o per poca liquidità e pochi fidi liberi. In virtù anche di una informazione, che a nostro avviso non è stata adeguata alla portata del cambiamento, a luglio ed agosto si sono prodotti decine di migliaia di euro di insoluti, anche da parte di ditte che hanno sempre pagato regolarmente».  Danno e beffa. «In pratica i clienti-fornitori meno accorti - conclude il direttore di Cna - oltre a rimetterci il saldo della fattura (peggiorando il proprio cash flow) e le spese per l'insoluto, sono incappati in un altro meccanismo, più dannoso per la loro attività imprenditoriale: infatti l'incremento di insoluti, effetto della nuova normativa, ha portato a un peggioramento del rating, quindi a un minore affidamento da parte delle banche. Senza dimenticare che la Centrale dei Rischi, alla luce delle rilevazioni "mandamentali", penalizza fortemente la ricezione di insoluti più che la loro generazione».

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