Il Tirreno

Grosseto

Raccolta di firme per il "maestro"

Antonello Carrucoli

Tutta Pitigliano si mobilita per Manzi: «Modificate l'ordinanza»

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 PITIGLIANO. L'esumazione della salma di Alberto Manzi, il "maestro" di "Non è mai troppo tardi" e a lungo sindaco di Pitigliano, sta diventando un caso che va oltre i confini del paese. E intanto si sta facendo una raccolta di firme per chieder una modifica dell'ordinanza. Con quella firmata il 24 agosto, scorso, infatti, tredici persone decedute da oltre dieci anni dovranno essere esumate il 13 settembre. Tutto secondo normativa: tredici le spoglie da rimuovere e al decimo posto quella di Alberto Manzi sulla cui tomba è inciso il messaggio che ha caratterizzato fino all'ultimo la sua vita. Un messaggio di riflessione per i giovani, per tutti. Una vera memoria storica dell'uomo Alberto manzi. "Onestà, onestà, onestà, e ancora onestà, perchè questa è la vera cosa che oggi manca nel mondo.... e Intelligenza, ancora Intelligenza e sempre Intelligenza; il che significa prepararsi, riuscire sempre a comprendere... il che significa sempre riuscire ad Amare, e.... Amore, Amore...".  «Non mi hanno fatto neppure una telefonata per informarmi dell'ordinanza - riferisce Sonia, la moglie di Manzi - e pensare che avevo progettato di far reincidere questo messaggio perchè gli agenti atmosferici lo avevano deteriorato». Molti cittadini sono eufemisticamente perplessi dell'iniziativa; alcuni politici - Marco Bianchi e Francesco Gorini - intervengono dicendo la loro.  Velio Piccolo, amico e profondo estimatore di Manzi, è indignato. «Quando ho saputo la notizia ho provato un senso di profonda angoscia, pensando alla moglie e alla figlia, che abitano a Grosseto; considerando poi la cosa con maggiore freddezza, il senso di indignazione è cresciuto per vari motivi. Innanzitutto per ciò che soltanto il nome di Alberto Manzi evoca, non nei ristretti limiti di Pitigliano, ma a livello nazionale ed oltre; basti pensare che nel 2011, presso la Biblioteca Nazionale di Torino, si terrà un convegno dedicato alla storia del maestro. In secondo luogo perchè ritengo addirittura immorale prendere un provvedimento del genere, senza curarsi minimamente degli effetti che può avere su coloro che hanno condiviso gli affetti e la vita di Alberto. Come ha detto la moglie, sarebbe bastata una semplice telefonata, ma non c'è stata da parte dell'Amministrazione nemmeno il minimo di sensibilità per questo semplice gesto. Non è ammissibile che chi si propone per amministrare una comunità commetta degli errori così grandi, coprendosi dietro alla legge. Organizzeremo una raccolta di firme affinchè le spoglie di Manzi possano continuare a riposare dove sono adesso».  Poi intervengono Marco Bianchi e Francesco Gorini. «Quando ho avuto la notizia di tali propositi - dice Bianchi - ho stentato a crederci, anche se ormai mi aspetto di tutto data l'incapacità amministrativa di questo consiglio comunale. Abbiamo avuto l'onore e il privilegio di avere Manzi come primo cittadino, un uomo che ovunque viene ricordato e portato da esempio, mentre a Pitigliano resta nell'indifferenza più assoluta. Sono riusciti, con un atto arrogante ed irrispettoso a turbare i nostri ricordi e i nostri sentimenti. Sono però certo che non riusciranno a disturbare Alberto Manzi, il quale con la sua semplicità, avrebbe insegnato a tutti che la morte, come nella famosa poesia di Totò, "è una livella", mentre il rispetto, la memoria e la riconoscenza, sono valori fondamentali nella vita e nella società, in assenza dei quali sarebbe meglio che qualcuno si dedicasse ad altro». Dello stesso tono le riflessioni di Gorini, che durante l'amministrazione Manzi fu suo avversario politico. «Non si può liquidare tutto - dice Gorini - con la semplice affermazione "mi sono limitato a firmare un'ordinanza di normale routine". Ricordo Manzi con affetto, il suo atteggiamento di uomo di cultura prestato alla politica, che pur sopportando un'opposizione dura, non ha mai messo in discussione i rapporti personali. Tutti siamo uguali davanti alla morte, ma proprio per questo il doloroso evento imposto dalla legge doveva essere trasformato in una cerimonia commemorativa. Solidarietà alla sig.ra Sonia: siamo disponibili a sostenere qualsiasi iniziativa per colmare questa lacuna».

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