Sicurezza
Ruba l'auto e scappa Il proprietario rischia l'investimento
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VOLANTE. Lautore del furto è stato arrestato vicino al carcere 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Scende dall'auto per riaprire il cancello della sua attività commerciale e, una volta dentro, sente il motore salire di giri: qualcuno ha preso la sua Citroen C3. Quando si mette in mezzo alla strada per cercare di fermarlo, rischia di essere investito. «Andava a cento all'ora!», aveva detto. La fuga del ladro, iniziata nella zona artigianale nord, si è conclusa mezz'ora dopo dietro al carcere di via Saffi. È qui che Ainur Halilovic, 26 anni, vecchissima conoscenza di forze dell'ordine e uffici giudiziari, è stato arrestato dalla Volante: lasciata l'auto, aveva cercato di scappare a piedi. Rapina impropria, l'accusa sostenuta dal pm Leopizzi, perché il furto è stato caratterizzato dal tentativo di investimento. Un reato per il quale il giudice Compagnucci ha disposto il carcere, dopo la convalida, rinviando a martedì il processo su richiesta del difensore Cerboni. Ainur era uscito da poco di cella, dopo i domiciliari avuti per il tentato furto al ristorante cinese e dopo l'aggressione a colpi di mazza da golf ai danni di un giovane proprio davanti alla roulotte in cui stava scontando la prima pena, in via Sforzesca. «Ero sotto l'effetto di droga e avevo bevuto - ha spiegato il giovane - Non mi ricordo nemmeno di aver preso l'auto...». Tutto è partito poco dopo le 19 di mercoledì in via Giordania. Qui il commerciante, 54 anni, aveva appena chiuso la sua attività, mettendosi al volante dell'auto. Ma aveva dovuto riaprire alla figlia: così si era allontanato, lasciando il motore acceso. Subito dopo, aveva sentito partire la C3. Era uscito e aveva visto che l'auto stava tornando indietro (la strada è in pratica a fondo chiuso) e nel tentativo di fermare il ladro si era messo in mezzo alla strada. La Citroen era passata a tutta velocità, il conducente aveva cercato di schermarsi per non essere riconosciuto e il commerciante aveva dovuto fare un balzo indietro per non essere travolto. Chiamato il 113, la polizia aveva iniziato le ricerche. Alle 19,50 un'ispettrice aveva segnalato alla centrale la presenza di un'auto come quella che correva per via Saffi. Arrivata la Volante 1, l'equipaggio aveva visto la C3 di fianco al carcere e le si era fatto incontro, anche con gli abbaglianti, per intimargli di fermarsi. Obiettivo riuscito. Ma il conducente poi identificato per Halilovic non aveva alcuna intenzione di consegnarsi: la breve fuga a piedi per le strade del centro si era finalmente conclusa dopo una trentina di metri, con la cattura e le manette. Sull'auto, il commerciante ha riscontrato la rottura dello specchietto destro e una rigatura sullo sportello dello stesso lato. P.S.
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