Il Tirreno

Grosseto

Ascom e Confesercenti preoccupate: servono interventi a sostegno

«I negozi sono a rischio»

Guido Fiorini
«I negozi sono a rischio»

Per le associazioni sono troppi due ipermercati

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 GROSSETO. Sono preoccupate le associazioni dei commercianti per l'apertura del centro commerciale "Aurelia Vecchia", il prossimo 25 novembre.  E lo sono non solo per questa struttura, ormai quasi pronta, ma perché nel giro di un paio d'anni il tessuto commerciale della città sarà completamente stravolto.  Oltre al centro al Casalone, infatti, è già in partenza l'iter per la realizzazione di quello di Unicoop al Commendone, pronto probabilmente, se non ci saranno intoppi, a fine 2012.  E, presto, saranno aperti anche quelli, più piccoli, in realizzazione in via Aurelia Nord e in via Smeraldo, nell'area della Olivieri (due medie strutture di vendita e altre piccole) e della Tosco Gru (anche qui due medie e alcune piccole), che ha scelto di trasferirsi.  «Siamo preoccupati e parecchio - dice Paolo Regina, direttore di Confcommercio -. A mio avviso un bacino d'utenza come quello di Grosseto farà fatica a sopportare un solo centro commerciale, figuriamoci due o tre. Temo soprattutto per il centro storico: da parte nostra abbiamo fatto una proposta precisa al Comune, che ci auguriamo venga accolta: gli oneri di urbanizzazione dei due centri, parecchi soldi, vengano usati per migliorare il centro storico, in termini di arredo urbano, di decoro. Penso anche alle mura, all'illuminazione. Insomma, si usino quei soldi per trasformare il centro davvero in un salotto, in modo da riequilibrare in qualche modo l'attrattiva e consentire a chi ha la propria attività qui di sopravvivere».  Sulla stessa linea è Gloria Faragli, di Confesercenti: «Uno pronto, uno in arrivo e anche molto grande, altri due più piccoli in costruzione - dice -, Grosseto rischia davvero di essere totalmente stravolta dal punto di vista del commercio. Il problema, a mio avviso, non è circoscritto a Grosseto, ma è a livello provinciale. Ne abbiamo parlato anche alla giunta regionale, in occasione dell'incontro di venerdì, anche se l'assessore non c'era per motivi personali: servono provvedimenti che vadano incontro agli esercizi di vicinato. Sono un patrimonio e rischiano di essere messi in ginocchio. Penso a facilitazioni di accesso al credito, penso a norme che consentano di favorire la filiera. In ogni caso qualcosa deve essere fatto e in fretta».

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