Il Tirreno

Grosseto

Lettere. La nipote di Emilio Marconi

Ciao nonno, mi hai insegnato a stare sempre in guardia

Tua nipote Martina
Ciao nonno, mi hai insegnato a stare sempre in guardia

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 Vorrei rubare un piccolo spazio del vostro quotidiano per ringraziare tutte le persone che sono state vicino a me e alla mia famiglia nel difficile momento della perdita di mio nonno Emilio. E' stato bello vedere che di fronte ad una cosa brutta come la morte ci siano tante persone pronte a sostenerti e ad aiutarti, e è stato altrettanto sorprendente, vedere quanto mio nonno era amato e stimato, Il "campione", come io lo chiamavo, ancora una volta è riuscito a lasciare il segno, nel mio cuore e in quello della nostra città. Quell'omone che vedevo grande e grosso, fin da piccola mi ha insegnato a stare in "guardia" e a tirare anche qualche diretto ai "cattivi ragazzi". Se n'è andato, lasciando nella Grosseto degli anni 50 un grande vuoto, dimostrato a me e alla mia famiglia soprattutto dai suoi vecchi amici; quei "tripolini" che con lui hanno condiviso i divertimenti dell'epoca e quelle passioni, come le carte e il biliardo, che sono continuate negli anni.  Voglio ringraziare tutte le autorità locali, il prefetto, il presidente della Provincia, il sindaco Bonifazi e il sindaco Fratini, gli assessori Capperucci, Borghi e il caro Moreno Canuti i quali hanno avuto modo di dimostrare aprezzamento per mio nonno, affetto e vicinanza alla mia famiglia. Un ringraziamento particolare va al comandante Carullo e a tutto il corpo della Polizia municipale di Grosseto, ai colleghi di babbo, vecchi e nuovi, che oltre e a sostenerci moralmente hanno voluto onorare il nonno con il loro servizio di scorta; che onore, Cavaliere della Repubblica Emilio Marconi.  Non posso fare a meno di ringraziare anche tutte quelle persone vicine al mondo del pugilato e dello sport, don Franco Cencioni e Giancarlo Capecchi. Tutti i parenti, zia Tiziana, zio Marco, e tutte le persone che sono state vicina alla nonna. A nome di mio padre e di mia madre ringrazio tutta la città per aver salutato mio nonno come a lui sarebbe piaciuto.

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