Il Tirreno

Grosseto

Asini raglianti contro la Gelmini

Fiora Bonelli
<b>LA PROTESTA.</b> Bambini attorniati dagli asini e sotto i genitori sotto il Municipio
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LA PROTESTA. Bambini attorniati dagli asini e sotto i genitori sotto il Municipio

Castell'Azzara, manifestazione in piazza per il no alle pluriclassi

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 CASTELL'AZZARA. Un grande spettacolo fatto di studenti, genitori, gente comune, e amministratori, striscioni colorati e asini veri. Uno porta scritto: "La scuola dei tagli produce solo ragli" e alla fine i genitori hanno "incatenato" il Municipio.  Nel paese amiatino si è protestato, a suon di ragli asinini, contro l'ipotesi che due classi della media diventino pluriclassi. Senza ragione, si osserva, perché i ragazzi sono 22 e sufficienti per comporre due classi. Così, i genitori hanno trasformato la piazza in un'aula a cielo aperto con asini veri, banchi e 22 alunni con orecchie asinine di cartone. Genitori, Amministrazione comunale, Comunità Montana, Provincia non ci stanno proprio all'idea di una pluriclasse: «I tagli colpiscono duro proprio le zone montane più fragili». Dice l'assessore all'istruzione in Comunità montana Emilia Guidotti. «Non possiamo permetterci, con i numeri a posto come la legge recita, la soppressione di classi regolari». Tuonano i genitori. Sugli striscioni frasi esplicite come: "Per la Gelmini uno studente su due è di troppo". Attorno a quell'aula è stato anche immaginato che potesse presentarsi qualche vecchio minatore che testimonia per il diritto allo studio di nipoti e bisnipoti. «La scuola dell'obbligo è un diritto sancito dalla Costituzione - spiega Daniele Fazzini a nome dei genitori - e Castell'Azzara, paese che ogni anno deve lottare per mantenere qualche servizio non si merita una penalizzazione sul diritto all'istruzione obbligatoria». Pieno il supporto dell'amministrazione comunale: «La nostra lotta per mantenere le classi della scuola media inferiore in condizioni di normalità, senza trasformarle in una pluriclasse - spiega Marzio Mambrini -, sindaco del paese amiatino, è iniziata subito: consiglio comunale ad hoc, concreta sintonia con le iniziative dei genitori, collaborazione piena con Comunità montana e Provincia. L'impegno di tutti è stato massimo e crediamo che la soluzione possa essere trovata». E alla fine i genitori hanno messo simbolicamente attorno al palazzo comunale catene di ferro a richiamare tutti al fatto che Castell'Azzara è incatenata da una condizione di minorità.

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