Sicurezza
«Terremoto scatenato dalle ripicche»
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EX SINDACO. Mauro Andreini è stato sindaco a Gavorrano per due mandati negli anni Ottanta L'affondo alle scelte del Pd dell'ex sindaco Mauro Andreini
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GAVORRANO. Nè con Borghi, nè con Fabbrizzi. L'ex sindaco di Gavorrano Mauro Andreini (indossò la fascia tricolore per due mandati negli anni Ottanta) torna a parlare di politica. Lo fa con una intervista "forte" in cui chiede agli attuali vertici del Pd, «consiglieri, dirigenti e padreterni», di fare un passo indietro e guardarsi intorno. Perchè questa decisione di riaffacciarsi alla politica? E in quale veste? «Mai Gavorrano ha vissuto una crisi politica così profonda. Dirompente ad ogni livello: dalle relazioni quotidiane ai rapporti con il resto del mondo. Il nostro territorio è sempre stato un modello, dai tempi del Pci; ora siamo l'esempio da non seguire. Tanti cittadini pensano che in questa fase qualcuno con i capelli bianchi possa far comodo... Tutto qui». Cosa pensa della sfiducia a Borghi? «Mi suona stonata. Non si doveva arrivare a questo punto. Ora la frittata è fatta, ma le uova prodotte dalle Primarie dell'inverno 2009 erano incrinate. Si sapeva. Prima o poi qualcuno le avrebbe rotte. L'impressione è che da una parte si aspettasse il passo falso con il fucile spianato e dall'altra si sia prestato non uno ma entrambi i fianchi». Lei pensa che la crisi di Gavorrano possa estendersi alla Provincia, ad altri comuni? «No, non è una crisi da esportazione. Qui non ci sono divisioni politiche, divergenze nei contenuti o battaglie tra partiti. Si vola molto più basso, purtroppo. Il problema è rappresentato da quella che non sopporta quell'altro, la ripicchina, il veto, il dispetto. Insomma incrostature ancora più dure a sciogliersi, di fronte alle quali le federazioni provinciali dovrebbero a mio avviso abbandonare il campo». Ha letto l'intervento del suo successore Mauro Giusti, anche lui ex sindaco? «Sì, ho letto. Non condivido. I volemose bene, gli inviti a ricucire, all'unità della Sinistra sono messaggi che ormai lasciano il tempo che trovano. Qui i rapporti tra Borghi e il Pd non sono recuperabili. E allora bisogna cambiare linguaggio, cercare altre strade». Ma lei parla come se stesse nel Pd. «Ma io, infatti, sono un cittadino simpatizzante del Pd. Molto semplicemente non sono d'accordo con quanto ha fatto il Pd negli ultimi anni a Gavorrano». La sua ricetta? «Parlare ai progressisti, ai riformisti, alle nuove generazioni, a chi non sta dentro alla politica. Farlo con facce nuove. Impostare la campagna elettorale sul corpo a corpo con i protagonisti di questa crisi - ed è quello che accadrà se non si cambia rotta - favorirà Borghi e porterà il Pd allo sfascio definitivo. Sia chiaro: non è mica scontato che nel 2011 il sindaco attuale perda. Non è per niente scontato...». Dove deve essere cercato il sindaco alternativo a Massimo Borghi? «Fuori dai soliti circuiti. Nelle professioni, nella scuola, tra coloro che - gavorranesi di nascita - godono della fiducia dei cittadini e sono rimasti fuori da tutte queste beghe. Ho delle idee ma non faccio i nomi». Ultima domanda: Andreini è disposto ad impegnarsi? «Lo ripeto: solo se pensano che ci sia bisogno: come garante, come saggio. Non ho altre velleità». Gabriele Baldanzi
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