Sicurezza
Genitori pronti ad occupare la miniera
Le istituzioni locali chiedono più organico per il Professionale e dicono no alla pluriclasse a Castell'Azzara. Verso il ricorso al Tar
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AMIATA. Nuova presa di posizione delle istituzioni locali sul caso della prima classe del Professionale di Arcidosso, composta da 32 ragazzi, con 10 stranieri e 4 disabili, e sul problema della pluriclasse di 22 studenti alla scuola media di Castell'Azzara, mentre i genitori minacciano di occupare la miniera del Morone. «Chiediamo il potenziamento dell'organico e lo sdoppiamento delle classi - si legge in una nota congiunta di Provincia, Comuni di Arcidosso e Castell'Azzara e Comunità montana Amiata grossetana -; pretendiamo risposte adeguate al fabbisogno delle nostre scuole e faremo di tutto per averle nei tempi utili ad evitare l'emergenza sociale. Il sovraffolamento delle classi, legato ai tagli imposti dal governo con la riforma Gelmini, è un problema comune a molte scuole, ma la situazione di Castell'Azzara e Arcidosso è particolarmente grave e sentita dalla collettività locale, che è disposta a prendere l'iniziativa anche con forme di protesta più eclatanti. Faremo quadrato attorno ai nostri cittadini perché si tratta di difendere un diritto fondamentale, quello all'istruzione. Ci siamo rivolti alla Regione che ha confermato il massimo impegno e ha rinnovato la dimostrazione di attenzione dei confronti della nostra realtà. Siamo invece ancora in attesa di una risposta dall'Ufficio scolastico regionale». Intanto i genitori dei ragazzi della scuola media di Castell'Azzara che rischia la pluriclasse pur avendo numeri sufficienti per evitare questa soluzione, ipotizzano un ricorso al Tar e sostengono che continueranno la battaglia per assicurare classi normali ai loro figli non mandandoli a scuola se le pluriclassi dovessero diventare realtà. «Non ci sembra il caso di fermarsi - sostengono i genitori -, già i nostri figli sono del "calimeri" perché vivono in un piccolo paese di montagna dove l'unico centro di aggregazione culturale importante è la scuola e se vi sono diritti, vogliamo farli valere. I ragazzi sono 22. Si fanno le pluriclassi a 20. Noi siamo fuori. Abbiamo pensato dunque, di avere anche l'opportunità di fare ricorso al Tar. Stiamo valutando con il nostro avvocato se vi sono gli estremi per un'azione legale, che potrebbe essere fatta fra noi genitori, e il Comune». F. B.
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