Il dolore
Una folla di amici e parenti per l'ultimo saluto a Marconi
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ADDIO MARCONI. Un momento dei funerali 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. C'è un brano delle Sacre scritture che parla di pugilato. Non ce ne poteva essere uno più adatto per Emilio Marconi. Lo ha scelto per lui don Giancarlo Silveri, il parroco del Sacro Cuore dove ieri mattina la famiglia, gli amici e le istituzioni hanno dato l'ultimo saluto al ragioniere del ring, morto a 83 anni. «Faccio il pugilato - scrive tra l'altro san Paolo - ma non come chi batte l'aria». E nemmeno Emilio batteva l'aria: «Sennò non sarebbe diventato un campione - osserva don Giancarlo - Però per diventare campioni occorre fare sacrifici, anche se per la gloria temporanea, anche se questa rimane nella memoria terrena. Ma anche lui avrà capito l'importanza di dare alla sua vita un senso cristiano, per diventare grandi davanti a Dio e non solo davanti agli uomini». Parla don Giancarlo e i ricordi volano agli anni d'oro di Marconi sul ring. In chiesa ci sono tra gli altri Polidori e Bertini, anche loro figli della Maremma del pugilato che aveva fatto furore; ci sono Rosanna Conti Cavini e per la Fpi, Patrizia Contri; ci sono il comandante Felice Carullo, gli agenti e l'assessore Capperucci alla polizia municipale di Grosseto in cui ha lavorato il figlio di Emilio, Riccardo, da un paio di mesi diventato responsabile a Civitella Paganico; c'è l'assessore Canuti; il rappresentante del Coni Carlo Pucci e poi tanti grossetani venuti a stringersi intorno alla famiglia. (p.s.)
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