Il dolore
PALIO DEI CIUCHI
Sindaco, venga a parlarne a tutti
Renato Pisani
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Carissimo sindaco, buongiorno, senza malizia e sottintesi. Non voglio metterti in difficoltà, ma più semplicemente, attorno al mancato palio della Rocca, vorrei capire qualcosa di più e se caso mai potessi, perché no, darti una mano. Mi dicono che di quella brutta vicenda sei venuto in paese a parlarne nella sede del tuo partito, con alcuni autorevoli componenti la tua giunta, alcuni stimati dirigenti locali del PD, alcuni apprezzati componenti la ProLoco di Roccatederighi. Fin qui nulla di male. E' fin troppo ovvio, nonché un sacrosanto, quanto elementare diritto di libertà, che tu faccia le riunioni che vuoi e con chi vuoi. Però mi chiedo: quello che è successo alla Rocca non è un problema che riguarda tutto il paese? Non é un problema che investe la tua autorità di sindaco con la doverosa responsabilità politica e democratica che hai nei confronti di tutta la comunità del paese e del territorio che ti ha eletto a primo cittadino? Ora so bene che possiamo guardare al palio della Rocca come ad una piccola cosa, ma quello che è successo non é affatto un piccolo accadimento. Il Governo prima ha deliberato in modo abnorme e confuso in materia di feste e di palii; poi ha mandato un nutrito numero di forze dell'ordine a fare rispettare quell'abnormità e quella confusione. Non è difficile immaginare cosa sarebbe successo a Roccatederighi se quella sera si fosse deciso di mantenere in vita una festa antica di popolo e di paese. Ci sarebbero stati dei contusi? Ci sarebbero stati degli arresti? E' facile supporre che ci sarebbero stati gli uni e gli altri. Ma ancora prima di tutto questo c'è stata una grande violenza nei confronti di un'intera comunità che nella tradizione del Palio non solo ritrova una parte delle proprie radici storiche, ma anche un sano e attuale modo di convivere, di aprirsi agli ospiti, di gioire e divertirsi in santa pace: grandi e piccini, ricchi e poveri, furbi e meno furbi.. Sai anche, caro sindaco, che nel momento della rabbia ti sono state riconsegnate delle tessere elettorali e dunque quello che è successo a Roccatederighi non è cosa da poco di cui far finta di nulla, ma fatti dei quali preoccuparsi attivamente mettendo in campo, ognuno di noi, le rispettive sensibilità, capacità, responsabilità. La tua, mi rendo conto, è una responsabilità importante e onerosa, specie di questi tempi globalizzati, ma è un'implicazione che non può venire meno, che non può non far sentire pubblicamente la sua voce. Immagino che ci possano essere delle informazioni che noi cittadini non abbiamo mai avuto, che tu abbia messo in campo delle buone cose che noi non sappiamo, ma se anche questo è vero perché non venirle a dire a tutti? Perché un buon sindaco, come tu vorrai essere, non si mette alla testa della sua gente e la guida sul percorso di una sacrosanta rivalsa? Davvero non voglio pensare che tu sia indifferente al "nostro dolore", che a te nulla importi del Palio e della Rocca, perché se anche così fosse è bene che tu sappia che i Rocchigiani non possano fare a meno del loro Comune e del sindaco eletto ad amministrarlo, si chiami esso Giuseppe o Giovanni. Di sicuro venire adesso a confrontarsi con la popolazione qualche rischio può comportarlo, ma non sarà un fischio o uno sbercio a farti paura perché sai, meglio di me, come questi momenti siano parte del gioco, il tuo e il nostro, così come fa parte del comune gioco invitarti in paese a condividere con noi il piacere di una cena e delle stelle.
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